Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete ha parlato a margine dell'evento per la consegna del Premio Bearzot. Dopo la candidatura di Giovanni Malagò, scelto con 18 voti dall'assemblea della Lega Serie A, Abete ha espresso la sua volontà i candidarsi alla presidenza della FIGC. Di seguito le sue parole.

Le parole di Abete

"Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A.

Pensavo che sarebbe stato più opportuno un progetto diverso, cioè partire da un incontro tra le componenti, per poi leggere e valutare il documento del presidente Gravina, capire quali tipi di responsabilità avrebbe preso ogni componente in relazione al futuro della Federazione, in modo tale da avere un programma il più possibile condiviso e poi individuare la persona giusta. Il documento del presidente Gravina spiega che ci sono delle problematiche afferenti ad autonome decisioni all’interno delle singole leghe. Quando lui ricorda che la percentuale di minutaggio in Italia di giocatori selezionabili per le squadre Nazionali in Serie A, rappresenta una situazione completamente diversa a quella del 2006. Quando ricorda che abbiamo il 49esimo posto su 50 relativamente all’utilizzo degli Under 21 nella massima serie rappresenta un dato per cui si interrompe la logica di crescita e di messa alla prova dei giocatori dopo U19 e U20"

Sulla Lega Serie A:
"Se l’impostazione è questa, noi la seguiremo, ho già convocato gli organi direttivi della LND e darò i via libera per poter dare una disponibilità, in modo tale che quando si va al tavolo ci siano situazioni on cui si manifesta una pluralità di posizioni".

Sulle componenti:
"Il mio invito è che le componenti tecniche e le altre leghe facciano la stessa cosa, perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti, quindi ben vengano altre proposte e disponibilità: l’obiettivo è confluire all’interno di un programma condiviso e di un’unica candidatura. In questo caso da parte mia non c’è alcuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Naturalmente se non avvenisse, chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale".

Su Malagò:
"Parto dal presupposto che sarebbe stato meglio un metodo diverso, è stato comunque individuato un candidato di prestigio come Giovanni Malagò, e noi dobbiamo parlare prima di contenuti e poi di persone, perché non basta una persona a risolvere i problemi del calcio italiano, chiunque esso sia. Diamo un primo segnale, che non sarà una candidatura che rimarrà isolata. Ben vengano le candidature espresse dalle componenti tecniche e altre leghe, questo ci darà possibilità di avere un’attenzione condivisa sui contenuti e uno spettro di possibilità sulla scelta più ampio".