C’era un tempo in cui “avere l’undici titolare” bastava.

Oggi, invece, infortuni, rinvii, recuperi, Nazionali, Mondiale per Club, Supercoppa, varie ed eventuali sono tutte alterazioni naturali e talvolta obbligate degli standard del nostro campionato, che anno dopo anno costringe le società ad allungare, per quanto possibile, le rose, e gli staff (tecnici e medici) a gestire gruppi più ampii ed eterogenei. 

E' in queste circostanze che si scolpisce la bravura degli allenatori, che sempre più ricorrono ad un turn-over scientifico e  razionale, atto ad arrivare allo Zenit stagionale - la Primavera - mantenendo inalterato il bagaglio di energie fisiche e mentali.

Meglio ancora se in crescita, per far trovare tutti i calciatori a propria disposizione pronti per l'attesissimo rush finale. Un concetto che vale per qualsiasi squadra e obiettivo. Non un capriccio da allenatori moderni, ma un mero adattamento al contesto.

Le turnazioni non sono proprio un ideale di comodo per noi fantallenatori, alle prese con scelte sempre più difficili da intercettare in anticipo, ma che rende il Fantacalcio® un gioco sempre più coinvolgente e non banale.

Quale squadra ruota di più?

Nelle prime 26 giornate di Serie A, le uniche squadre ad aver impiegato in totale più di 30 calciatori sono state Verona, Pisa, Genoa, Cremonese, Torino, Parma e Sassuolo.  

Anche quest'anno, quindi, si conferma un trend: molte delle squadre che provano più calciatori sono impegnate nella lotta salvezza, e tre di esse hanno anche cambiato almeno una volta allenatore durante la stagione.

Quelle che hanno impiegato meno di 25 calciatori, invece, sono solo in tre: Como, Inter e Atalanta.

Anche l'Atalanta, però, ha cambiato gestione tecnica, quindi la variabile "esonero" può essere indice di una maggiorazione delle turnazioni, ma solo fino a un certo punto. A impressionare è soprattutto il dato della capolista Inter, che ha peraltro allungato tanto il proprio percorso in Coppa Italia, nonostante una turnazione piuttosto risicata.

Gerarchie forse troppo nette, nonostante qualche infortunio, potrebbero però averne precluso il cammino oltre i playoff di Champions.

I motivi delle turnazioni

Avere rose ampie serve anzitutto a ricercare costantemente equilibrio: quando una squadra fatica a trovare continuità di risultati, è naturale vedere più cambi, ma spesso i motivi sono legati alla voglia di sperimentare, far esordire i giovani, tenere tutti sul filo.

Per ogni squadra è fondamentale, a prescindere dai risultati, garantirsi in ogni fase dell'anno, sia profondità “numerica” che “qualitativa”. Questo spesso consente anche di ridurre il gap tra titolari e seconde linee, e di elevare il rango delle ipotetiche riserve.

La rotazione, oggi, è una forma di “lavoro di squadra” in senso letterale: non solo tutti importanti, ma tutti potenzialmente utili, anche in momenti diversi. Ognuno deve essere pronto e costantemente disponibile: anche perché, nell'epoca delle 5 sostituzioni, è anche molto più probabile che venga impiegato a gara in corso. 

Tutti, insomma, coinvolti nel progetto e pronti a scendere in campo.

Prerogative, queste, irrinunciabili anche in altre realtà, come quella del Gruppo Tecnocasa.

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