Nicolò Zaniolo sta vivendo una stagione complicata all'Udinese. I problemi alla coscia tengono lontano da ormai parecchio tempo. La stessa dell'Udinese sta recuperando da una lesione muscolare al bicipite femorale destro, con il rientro previsto per la seconda metà di ottobre.

in un'intervista rilasciata a microfoni di Goal, Zaniolo ha analizzato la sua estate, il momento che sta vivendo e anche le scelte fatte in passato. 

Le parole di Zaniolo

Sulle sue condizioni:
"Ho avuto questo piccolo intoppo dopo l'infortunio, ma con lo staff medico stiamo facendo un gran lavoro. Tutti i giorni sono al campo a recuperare e a breve potrò tornare a dare un contributo importante a questa squadra"

Su Runjaic:
"Il mister è molto diretto e chiaro: se c'è da dire qualcosa di positivo lo dice, se c'è da dire qualcosa di negativo lo dice altrettanto apertamente. Mi piace molto il suo metodo, è un modo di lavorare pratico e basato sul gruppo. Nel calcio di oggi puoi avere la squadra più forte che vuoi, ma se non hai l'unione e la compattezza vai da poche parti. Lui è focalizzato molto su questo. L'anno scorso abbiamo fatto una grande stagione anche per merito suo. Speriamo di poter tornare a sorridere perché ce lo meritiamo per quanto lavoriamo durante la settimana".

Sull'estate:
"È stata un'estate un po' turbolenta, che mi ha fatto riflettere e capire realmente cosa volevo.
La mia intenzione è sempre stata quella di rimanere qua, perché mi sono trovato veramente bene. L'Udinese per me è una famiglia: mi ha accolto, sostenuto e aiutato in tutto e per tutto. Nutro un grande senso di appartenenza e riconoscenza verso questa società. Nel calcio ci sono tante dinamiche contrattuali... c'è stata una piccola trattativa, ma per fortuna tutto si è chiuso nel verso giusto. Gli altri club? Quando fai una stagione positiva è normale che ci siano voci che ti accostano a grandi club, ma io volevo sentire prima l'Udinese. La loro intenzione era tenermi e ora spetta a me ripagare la fiducia in campo".

Sull'Udinese:
"Sicuramente l'Udinese è un club storico italiano, che per sua natura ha sempre avuto grandi giocatori e tanti talenti. L'arrivo di Alaba è una dimostrazione della forza della società, che non vuole fermarsi alla stagione positiva dell'anno scorso, ma punta a cose ancora più grandi. Non devo essere io a descrivere David: è un grande campione, ha giocato in squadre come Real Madrid e Bayern Monaco, e ci porterà sicuramente grande esperienza e mentalità vincente. Siamo felicissimi di averlo con noi. Si è presentato con la massima umiltà, che è ciò che alla fine distingue un grande campione da un giocatore semplicemente forte. Posso parlarne solo bene, è uno dei giocatori che ci servivano e non vedo l'ora di giocare con lui".

Sugli obiettivi personali:
"Mi pongo sempre obiettivi a breve termine. Adesso voglio solo tornare in campo e competere ai miei livelli con l'Udinese. Il sogno più grande rimane partecipare a un Mondiale con l'Italia. Con il club l'obiettivo è eguagliare o superare i 50 punti dell'anno scorso. Se possiamo dire Europa? Dobbiamo essere umili. Ti dico che è certo che vorremmo vincere lo scudetto, ma non siamo gli unici... La squadra è forte, possiamo fare grandi cose, ma ci sono tante formazioni attrezzate, serve realismo".

Sulla parentesi con la Roma:
"La mia parentesi in giallorosso è stata una delle più importanti e di maggior insegnamento della mia vita. Mi porto dentro grandi gioie – la vittoria della Conference League, l'esordio al Bernabéu, il primo gol in Serie A col Sassuolo – ma anche delusioni. A Roma ho lasciato tanti amici, mia moglie è di Roma, il mio primo figlio è nato lì... stiamo persino pensando di tornarci a vivere quando finirà la mia carriera. Forse tante cose non le rifarei, ma senza quegli errori e senza infortuni così gravi come quelli al crociato, oggi non sarei la persona e l'atleta che sono. Mi hanno insegnato a curare il fisico, l'alimentazione e la prevenzione. Oggi non vado in campo senza aver fatto prevenzione. Mi è dispiaciuto chiudere il rapporto in maniera un po' brusca con l'ambiente, che tuttora tifo e supporto".

Su Gasperini:
"Gasperini è un allenatore incredibile. Riesce a tirar fuori il 120% da ogni giocatore, ti fa volare fisicamente e mentalmente. All'Atalanta io venivo da un problema al quinto metatarso e non potevo soddisfare a pieno le sue richieste, ma ho avuto l'onore di essere allenato da un visionario come lui. Ovunque va lascia il segno, e la Roma quest'anno sta volando. Potranno sicuramente dire la loro per lo Scudetto".

Su Mourinho:
"Mourinho è "Special" in tutto: nella gestione, in campo, nella visione della partita. Ci sono tanti aneddoti che potrei raccontare... Dirne uno? È legato alla finale di Conference: io ero in ballottaggio con un altro giocatore tutto il suo staff consigliava di non far giocare me ma lui. E Mourinho allora rispose: "No, domani Nicolò deve giocare perché fa gol". Altre volte veniva in spogliatoio e diceva: "domani partiamo forte li mettiamo in difficoltà e iniziamo 1-0" e il giorno dopo si partiva forte e partivamo 1-0. È un maestro. Fuori dal campo mi ha aiutato moltissimo. Tuttora ci sentiamo su WhatsApp, ogni tanto scrive lui, ogni tanto io. Che un allenatore che ha guidato campioni di livello mondiale trovi il tempo spontaneamente per chiedermi come sto, fa capire la grandezza dell'uomo prima ancora del tecnico".