Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali con la Nazionale italiana Gennaro Gattuso riparte dalla Lazio.
Il tecnico calabrese ha ufficialmente intrapreso oggi la sua esperienza in biancoceleste diramando l'elenco dei convocati per il ritiro estivo e prendendo parte alla consueta conferenza stampa di presentazione.
Per quanto riguarda i convocati da segnalare la presenza dei nuovi arrivati Pedraza e Bruno Galassi, quest'ultimo centrocampista spagnolo classe 2007 proveniente dal Real Madrid.
Lazio, la conferenza stampa di Gattuso
"Sono orgoglioso, siamo qui da tre giorni e le sensazioni sono buonissime. Dobbiamo continuare su questa strada, conoscevo le problematiche, so tutto, so che c'è da mettere l'elmetto e pedalare. Toccherà a me e al mio staff lavorare, per le altre problematiche non posso fare nulla. Devo solo mettere in campo una squadra che suda la maglia per la storia gloriosa di questo club.
Sono stato vicino alla Lazio più volte, senza queste condizioni non sarei venuto. È una sfida, con qualche giocatore ho lavorato, so come ragiono e come fare calcio. Ho valutato tutto, sappiamo di dover fare due-tre cose, il lavoro è lavoro. I moduli lasciano il tempo che trovano, a me piace giocare con una linea più alta. Proveremo a fare cose diverse, anche se rispetto tantissimo Maurizio (Sarri, ndr).
Negli ultimi anni ho avuto diverse chiamate dalla Serie A, ma volevo fare un percorso diverso. All'estero si migliora, abbini la tua mentalità a qualcosa di nuovo. Noi italiani pensiamo di essere i migliori, ma il calcio cambia in modo incredibile. Sulla Nazionale posso solo ringraziare tutti i ragazzi che ho allenato, hanno dato tutto. Il calcio è fatto di episodi, da giocatore ho avuto un po' di fortuna, da allenatore sto prendendo qualche mazzata, ma raccoglierò anche io. La ferita resterà fino al mio ultimo saluto, ma la vita è questa.
I giocatori conosco la situazione, lo scorso anno sono stati bravi perché si rischiava tanto. Non devo parlare sempre del rapporto con i tifosi perché rischia di diventare un alibi. Bisogna rispettare i tifosi, in casa non ci saranno e lo sappiamo. Dovremo lavorare anche su questo. L'Olimpico è uno stadio che spinge, ora non ce l'abbiamo ma da parte mia non sentirete mai nulla in merito. Voglio solo entrare nella testa dei giocatori per farli andare a mille".
Gattuso su Lotito
"Con Lotito ho un rapporto franco, gli dico tutto. Gli ho chiesto di sistemare qualcosa 'sotto', sa che quando si lavora io voglio gente che lavora. Gli ho anche detto che se ha qualcosa da dire alla squadra si chiude nello spogliatoio e parla con me e i giocatori, il problema è che ha troppi telefonini. La squadra è la sua, se vuole dire qualcosa lo dice. Oggi Lotito assente? Meglio, credo sia stata anche una forma di rispetto nei miei confronti altrimenti si sarebbe parlato dei problemi con i tifosi e non del nuovo allenatore.
Non so perché i miei predecessori si sono dimessi, ognuno ha le proprie esigenze. A livello ambientale lavorare con questo clima non è il massimo. La società mi ha spiegato del blocco del mercato, ma molti giocatori sono disposti a restare. Io ho chiesto solo di lavorare come piace a me".
Gattuso sul calciomercato
"Abbiamo pochi soldi da spendere, quindi è meglio prendersi più tempo e sbagliare il meno possibile. Quanti acquisti? Un centrale difensivo serve sicuramente, poi vedremo in attacco dove c'è da valutare Ratkov. Un paio di cose bisogna farle ma la base c'è. A centrocampo ci sono buoni giocatori, sulle fasce siamo in tanti.
Non parlo di classifica, ci sono 7-8 squadre che partono meglio da noi. Dobbiamo prenderci un po' di tempo e riuscire a non sbagliare, dobbiamo fare poche cose per completare l'organico. Prendere tanto per prendere non serve, mi sarebbe piaciuto partire con due elementi in più ma aspettiamo".
Le amichevoli
"Noi tra un mese abbiamo la Coppa Italia, non faremo trasferte per non perdere giorni. Vogliamo restare qui e lavorare, ho scelto io di non viaggiare. Meglio stare una giornata in più a lavorare".
La partenza di Gila
"Se fosse stato per Fabiani e Lotito il giocatore sarebbe stato qua. Sono stato io a convincerli, chi non vuole stare qua non deve stare qua. Chi vuole rimanere deve farlo con la testa. Ho parlato con Mario ed è stato onesto, mi ha raccontato i soldi che gli offrivano.
Ho giocato a calcio per una vita, lo capisco. Ho discusso con lui, deve andare via. Non poteva più rimanere. Chapeau al direttore che ha fatto una giocata da fantasista, ma è giusto che sia andato via".