Tra i protagonisti della cavalcata che ha riportato il Frosinone in Serie A, Farès Ghedjemis punta a confermarsi anche in massima serie e al Fantacalcio dopo aver contribuito alla promozione dei ciociari con 15 gol e 3 assist in 38 partite.

Prima, però, l'esterno offensivo classe 2002 si appresta a vivere l'emozioni dei Mondiali con la maglia dell'Algeria. Di questo e non solo Ghedjemis ha parlato in una intervista a La Gazzetta dello Sport.

Frosinone, le parole di Ghedjemis 

"Ho avuto un’infanzia normale con l’amore dei genitori. Sono cresciuto a Chelles, a 30 minuti da Parigi, la periferia della città. Mio papà è stato un calciatore di serie D francese. Mi ha fatto allenare tanto. Io avevo la passione, anche se cominciai col tennis. Ma ho avuto sempre e solo in testa l’idea di fare il calciatore. Lo dicevo ai professori. Mai avuto un piano b. Mia mamma è nata in Algeria, in Francia ha lavorato alla previdenza sociale, papà ha fatto l’allenatore, oggi lavora alle Poste francesi. I miei sono separati. Mamma è a Chelles, papà a 10 minuti dalla periferia di Parigi”. 

L'importanza del Mondiale

"Rappresenta tante cose. È l’evento calcistico più importante al mondo.Ricordo quando da bambino guardai quelli del 2010 e 2014 dove l’Algeria c’era. Debutto contro i campioni del mondo, dobbiamo avere umiltà, ma giocando per vincere.

La nostra vita qui è bella, andiamo d’accordo, siamo come una famiglia, abbiamo molta energia, quello che conta per un gruppo forte. Tutti ci aiutiamo, abbiamo sempre un’atmosfera piacevole”. 

Il rapporto col Frosinone

“Devo dirlo soprattutto al presidente Stirpe, all’ex direttore Guido Angelozzi e al suo collaboratore Gianluca Longo che è venuto a cercarmi nella C francese. Ma poi pure il tecnico Massimiliano Alvini: mi ha dato tante cose, grazie a lui oggi capisco che giocatore e che uomo sono. Mi ha detto di rimanere e che mi ha avrebbe fatto crescere. Vuole il bene di tutti. È una grande persona. Ringrazio il direttore generale Piero d’Oronzo. E il nuovo ds Renzo Castagnini e lo staff. I tifosi? Non so come posso dire grazie a tutti.

I 15 gol? Sono stato semplicemente me stesso. Ho fatto quello che so fare da quando sono bambino. È presto per parlare del futuro. Ora testa al Mondiale. Dobbiamo prepararlo bene. Poi vedremo al momento giusto”