Tra i volti nuovi del Cagliari di Fabio Pisacane c'è Yukinari Sugawara, difensore arrivato dal Southampton e reduce dai Mondiali. Il giocatore classe 2000, primo giapponese della storia del Cagliari, si è presentato ai microfoni ufficiali del club sardo.

Cagliari, le parole di Sugawara

"È fantastico, sono molto felice di essere qui. Ho dovuto prendere una decisione molto rapidamente, a pochissimi giorni dalla chiusura del mercato, ma è stato molto facile. Quando il Cagliari mi ha cercato, ho detto subito di sì. Ho sempre desiderato venire a giocare in Serie A perché ci sono stati grandissimi giocatori giapponesi, come Nagatomo, Honda, Nakata e tanti altri.

Ogni giorno posso vedere il sole, c’è spesso bel tempo, e poi i compagni, lo staff della squadra, i tifosi, tutti sono molto educati, positivi e gentili con me. Sono davvero felice di essere qui. Come ha detto il mister, sono un giocatore con anche caratteristiche offensive, ma non solo. Credo di avere buona sicurezza con il pallone e in fase di costruzione. Posso giocare dentro il campo o largo sull’esterno, ma non importa la posizione in sé. Mi piace molto contribuire alla fase offensiva. È uno dei miei punti di forza, ma al di là di ciò quello che mi preme è aiutare la squadra con le mie qualità, come i cross e l’ultimo passaggio. E mi piace davvero lottare per la squadra. Voglio sempre vincere la partita, i duelli che sono fondamentali dentro un gara. Penso che il mio ruolo ideale sia quello di terzino destro perché è una posizione che mi permette di partecipare sia alla fase offensiva che a quella difensiva. Mi piace essere coinvolto nel gioco e mi piace correre tanto, a disposizione del gruppo.

Ci sono molte cose che devo migliorare, perché non sono un giocatore perfetto e se voglio diventare un giocatore più forte devo continuare a lavorare, tanto. In Serie A c’è molta più attenzione agli aspetti tattici che altrove, in primis in fase difensiva. Quindi devo lavorare sugli determinati aspetti del mio gioco al fine di essere più utile possibile».

Il modello Nakata

"È uno dei nomi più importanti in Giappone perché ha vinto lo Scudetto con la Roma segnando un gol decisivo contro la Juventus in quella partita che tutti ancora ricordano, nel 2001. Quando si parla di Nakata e della Serie A, in Giappone, tutti si illuminano. Lui è certamente un esempio, è uno che ce l’ha fatta e ci ha rappresentato nel mondo con la sua attività di calciatore ai massimi livelli. Diventare come lui? Magari, sarebbe il massimo, ma tutto passa dal lavoro e dall’ambizione di ottenere sempre qualcosa in più".