A meno di un mese dalla scelta di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana, Giovanni Malagò torna a parlare della sua decisione e degli obiettivi dell'Italia calcistica. Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, le parole del presidente della FIGC.

Le parole di Malagò

"I club di Serie A volevano Conte? Non tutti, a dire la verità. Ma la maggioranza sì, è vero, volevano che scegliessimo Antonio".

Sulla scelta di Mancini:
"Si deve leggere come ho detto: Mancini è il ct giusto. Ma fatemi ringraziare Conte, per le parole che ha sempre detto, per l’atteggiamento di chi vuole il bene della Nazionale: noi non lo abbiamo mai contattato".

Su chi ha fatto brutta figura:
"Si riferisce all’uscita del ministro Abodi? Con Andrea ci siamo parlati dopo queste uscite: guardare avanti è la nostra, comune, intenzione, valorizzare gli aspetti che ci vedono lavorare fianco a fianco".

Sul cronoprogramma dopo i primi 100 giorni:
"Non dobbiamo dimenticarci che questa nuova governance è partita a metà legislatura e in un mese, quello di fine giugno, troppo a ridosso dell’inizio della stagione: prassi vuole che si vada al voto tra gennaio e febbraio...".

Sull'equilibrio tra tempo e obiettivi:
"Con quanto detto all’inizio di questa chiacchierata: si torna alla rivoluzione culturale, che non significa non dare peso a ciò che ci aspetta, a cominciare dalla Nations League di fine settembre ma, allo stesso tempo, dobbiamo rivolgere lo sguardo alla base, ai giovani che rappresentano il futuro. So che davanti abbiamo l’Europeo 2028, il Mondiale 2030 e l’Europeo 2032, ma so anche che dall’eliminazione con la Bosnia ad oggi non sono sbocciati dei fenomeni a cui pensare".

Su Euro2032:
"Non sono preoccupato, ma sono uno di quelli che non vuole perdere nemmeno un secondo, che vuole stare sempre sul pezzo. Non lo perderemo grazie alla collaborazione di tutti i soggetti in campo".