Silvio Baldini, commissario tecnico della Nazionale U21, ha parlato nel corso di un'intervista concessa a Sky Sport dell'Italia qualificata agli Europei e del suo percorso.

Intervista a Baldini

Problema dirigenti? "I giocatori ci sono. Il problema nel calcio non è avere i giovani e allenarli, o che i talenti sono spariti. Nel calcio non ci sono i dirigenti all'altezza di poter fare le cose per bene. I giocatori li vedete, li vedete come si esprimono. La nazionale maggiore ha messo dentro questi giovani e subito si è respirata un'altra aria e un altro spirito"

Perchè non giocano?
"Se non giocano è normale che non progrediscono. Le società dovrebbero investire molto di più. Investire vuol dire farli giocare, ma non economicamente, bensì facendoli giocare qui non prestandoli o mandandoli a giocare in altri campionati"

Soldi? "Il calcio provoca emozioni. Io ai miei ragazzi dico che loro sono artisti. Sono come poeti, scrittori, devono emozionare la gente. Come emozionate gli altri vi emozionerete anche voi. Non fate questo mestiere solo per soldi. Fate in allenamento quello che fareste con i vostri figli e le vostre famiglie. Da lì ne verrà fuori non solo ingaggi migliori e opportunità migliori, ma anche la gioia di fare questo lavoro"

Ranieri? "La nostra collaborazione con Mancini è legata professionalmente. La Nazionale maggiore mi ha lasciato praticamente tutti i giocatori migliori per gli Europei. Poi c'è Claudio Ranieri, che è una persona speciale, che si occupa di questa collaborazione fra Under 21 e maggiore, che ha un'esperienza fuori dal comune. Fra di noi le fila le tira lui, a Pescara e nel ritiro pre-partita c'era lui con noi e le parole che lui ha detto sono state bellissime, ci hanno dato serenità. Fra me e la nazionale maggiore c'è questo personaggio chiave che traghetta i calciatori da sotto a sopra in sintonia anche con Mancini"

Stesso modulo? "Per me è sbagliato pensare di fare lo stesso modulo fra Under e prima squadra. Non è la tattica che fa la differenza, ma l'espressione del talento. Noi dobbiamo creare giocatori forti e validi, poi quando andranno a giocare in prima squadra starà al ct e a loro adattarsi. Per me pensare di fare la stessa tattica ovunque a prescindere dai giocatori non sa di niente"

Calciatori pronti? "Pisilli, Koleosho, Ahanor? Ci sono tanti ragazzi che non sono pronti, sono prontissimi. Se l'obiettivo è di dare una spinta al nostro calcio con questi ragazzi di 20, 21 e 22 anni si può fare. Mancini è uno che i ragazzi li fa esordire e li lancia. Liberali è uno, certo, ma sono tutti. Per me ce ne sono 11 o 12 che sono prontissimi"

Lestofanti? "Questo progetto giovane lo sta portando avanti Zola che tra l'altro è espressione anche lui del talento non frutto della fisicità. Dopo le dichiarazioni post-Nazionale maggiore è successa una cosa: mi arriva una mail e c'è la procura federale che deve interrogarla. Le squadre di Serie A volevano sapere chi erano i "lestofanti" di cui avevo parlato.

Quando mi hanno fatto questa domanda, io ho risposto: "ma lei i bilanci li conosce?" "se il 70% delle società ha i bilanci con le uscite maggiori delle entrate, se vai a vedere le voci delle spese, dove ci sono più spese allora lì ci sono i lestofanti".

Carriera? "Quando hi iniziato si diceva che il dirigente più bravo e puro che c'era era un certo Marchetti del Piacenza. Ha smesso presto, ma gente così doveva rimanere nel calcio. Io mi rivedo in lui, avevo smesso per 6 anni, ma poi il calcio è una malattia e sono tornato".