Intervistato ai microfoni de Il Corriere di Bergamo, Maurizio Sarri ha parlato della sua Atalanta e delle scelte da fare in vista delle prossime partite. Questo uno stralcio delle parole del tecnico orobico.
Atalanta, le parole di Sarri
Lei ha già introdotto la prossima domanda: quando tempo ancora, per vedere l’Atalanta di Sarri?
«Non c’è una risposta, ogni esperienza ha una sua storia che ha chiesto tempi diversi non paragonabili tra loro. A Napoli c’era una squadra già strutturata, col Chelsea siamo partiti benissimo, alla Juve in avvio abbiamo incontrato qualche difficoltà; alla Lazio non ho trovato un calcio tanto diverso da quello che intendo io».All’Atalanta ha trovato il contrario del suo calcio.
«E giocatori abituati a ottenere grandi risultati giocando in quel modo. Io ho destrutturato il loro modo di giocare e adesso mancano i risultati, capisco che l’impressione dall’esterno sia di vedere ragazzi confusi, che sembrano poco convinti di quello che fanno».Appunto. Invece non è così?
«La squadra si deve solo sbloccare, i giocatori devono smettere di guardare dove mettono i piedi, quale zolla calpestano. Se superano questo momento, a furia di giocare e giocare tutto diventerà naturale. Dobbiamo solo smettere di pensare a quello che facciamo».
Pare che De Ketelaere ambisca a fare il centravanti. Lei ha notizie?
«Magari lo chiudo in una stanza con Scamacca e Krstovic, poi quello che esce vivo lo metto a fare il centravanti! Scherzo, ovviamente. Appena torna gli parlo e capiremo quale altra collocazione sarà possibile trovargli. Ma io Scamacca e Krstovic non li posso certo abbandonare».
In mezzo al campo la sensazione è che stiamo scivolando in un malinteso: Gaetano è un regista puro, ma finora non si è dimostrato da Atalanta; mentre Kessie di certo è da Atalanta, ma non è il regista puro che serve al suo calcio. Come ne usciamo?
«Aspetterei a dire che Gaetano non è da Atalanta, quello è un ruolo di alta specializzazione e il ragazzo lì ha giocato pochissime partite in carriera».Di certo meno di venti.
«Beh, neppure Jorginho era Jorginho dopo venti partite».In difesa come centrali restano solo Scalvini e Kristensen. Se uno prende il raffreddore, gioca Kolasinac oppure un ragazzo?
«Dipende dalle situazioni, Kolasinac porta esperienza e personalità, i giovani hanno altre caratteristiche. Intanto ringrazio Beati e l’Under 23 che ci hanno permesso di fare allenamenti da squadra in queste settimane. Ma ho lavorato persino con Zappacosta centrale, non ne avevo altri».