Vittoria di misura per il Cagliari che contro il Lecce si è imposto per 1-0 grazie al gol di Daniel Maldini che si è reso decisivo con la prima rete in maglia rossoblu. Una partita che ovviamente lascia tanti spunti di riflessioni ad entrambi gli allenatore, impegnati nelle interviste post partita.

Cagliari, le parole di Pisacane

Fabio Pisacane ha parlato ai microfoni di DAZN proprio per commentare quanto accaduto nel match vinto dalla sua squadra contro la compagine pugliese. 

"Intanto faccio i complimenti ai ragazzi perché hanno passato una settimana impegnativa. L'eliminazione della Coppa ci ha ferito e questa sera avevamo voglia di riscatto. Per cui va fatto un applauso a questi ragazzi: hanno dato tutto e anche qualcosa in più per portare a casa una vittoria che, anche se è solo la terza giornata, è molto importante. È inutile che ci giriamo intorno: uno scontro diretto".

Su Sugamele

"Alessandro se l'è meritato. Gliel'ho detto anche a lui a fine partita. Io non regalo niente. Io credo in questi ragazzi, credo soprattutto nella società, in chi li sceglie. Ho giocatori forti, è normale che bisogna fare sempre conto con le dovute proporzioni, perché non ci possiamo aspettare che non sbaglino. Però merito, come dico sempre, a tutto l'ambiente rossoblù, a chi passa ore intere in giro per il mondo per cercare di scovare ragazzi che possano essere il futuro del Cagliari. 

In questo momento stiamo parlando di ragazzi italiani, e ci rende ancora più orgogliosi. Penso che i Mendy, i Sugamele sono ragazzi che hanno fatto vedere delle buone cose. Il campionato di Primavera l'ho fatto e posso assicurare che è un campionato a tutti gli effetti, perché si lotta per non retrocedere, e questi ragazzi sanno l'importanza come Sugamele questa sera, che aveva la partita. C'era un po' di emozione, ma ripeto: i complimenti vanno distribuiti a chi lavora giorno e notte per far sì che queste situazioni accadano".

Sulla squadra

"Da calciatore non avevo la qualità di questi giocatori, ma neanche due, per cui ero uno che ci metteva carattere e furore. Quando prima ho detto che non ho dormito dopo l'eliminazione della Coppa, è proprio perché per la prima volta da quando è iniziato ho visto una squadra che non mi rispecchiava in quello che chiedo. Io chiedo prima un'anima in fase di non possesso. Poi sono convinto che le idee ci sono, abbiamo giocatori che le possono portare avanti. Però se il Cagliari non mette dentro questa caratteristica, che la gente ci impone e la storia ci impone, facciamo fatica. Per cui stasera sono soddisfatto perché abbiamo fatto tutto bene, tranne ovviamente non chiudere la partita prima"