L'Inter ha messo in bacheca lo scudetto numero 21, ultime tre partite di Serie A serviranno per definire al meglio la classifica da consegnare agli almanacchi. In una lunga intervista ai colleghi di Cronache di Spogliatoio, Pio Esposito ha raccontato il mondo nerazzurro, l'esordio in Serie A e la capacità di inserirsi in un gruppo di grandi campioni, la possibilità di giocare con campioni del calibro di Thuram e Lautaro, specificamente al reparto d'attacco. 

Inter, Esposito sul mondo Inter 

IL RITIRO - "Quando sono andato negli USA per il Mondiale per Club mi sono sentito come in un film. Ero lì, in hotel col gruppo, lavoravo con loro… con i campioni che guardavo in tv tutte le domeniche"

IL RAPPORTO CON LAUTARO - "I numeri parlano per Lautaro e per noi ragazzi vederlo non accontentarsi mai in ogni allenamento è di ispirazione. Con la Roma è rientrato dopo un periodo di stop abbastanza lungo e ha subito fatto la differenza". 

IL RUOLO DELL'ALLENATORE - "Chivu non ti regala niente. Lo conosco da quando ero in Under 14, era il suo primo anno da allenatore in assoluto. Mi faceva già giocare, l’ho subito preso in simpatia e ne è nato un bellissimo legame. L’ho ritrovato in Primavera e da sotto età mi ha dato la fascia da capitano. La prima volta fu a Cagliari, segnai una tripletta. Abbiamo continuato a sentirci negli anni ed è stata una fortuna ritrovarlo quest’anno. La sua presenza è stata decisiva, mi ha dato una fiducia incondizionata dal primo giorno al Mondiale per Club".