Cesc Fabregas è l'uomo del momento: il suo Como è una certezza in Serie A e la rivelazione della Champions League 2026/2027.

Il tecnico spagnolo, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha tracciato un bilancio del suo lavoro dopo il clamoroso 9-1 di Lens proiettando l'attenzione anche agli obiettivi futuri.

Como, le parole di Fabregas

"È vero, siamo nella storia. È stata una serata indimenticabile per i nostri tifosi e per la società. È girato tutto dalla nostra parte, è andato tutto bene, ora però dobbiamo continuare così perché domenica abbiamo un’altra partita importante. È giusto goderci questo momento perché il gruppo se lo merita, ma il calcio viaggia a velocità altissima. Ai ragazzi ho già detto che dobbiamo archiviare Lens e pensare solo all’Inter. Ci aspetta una partita durissima in casa dei campioni d’Italia in carica, sarà una sfida molto dispendiosa dal punto di vista fisico e mentale, abbiamo poco tempo ma dobbiamo prepararla al meglio. L’obiettivo è andare a Milano per mostrare la nostra vera identità. Sarà la nona partita di questo percorso tra una sosta e l’altra per le nazionali. Dobbiamo cercare di finire bene, imparando a voltare pagina.

Nessuno poteva aspettarsi un 9-1, un risultato che non esiste nel calcio, una cosa così al massimo può capitarti una volta nella vita. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, i numeri sono ottimi ma siamo solo all’inizio del nostro percorso in Champions League: abbiamo giocato quattro partite, con il Lens abbiamo disputato una buona gara anche se nei primi 5 minuti del secondo tempo siamo stati un po’ superficiali. Però abbiamo interpretato bene la fase difensiva oltre a quella offensiva, anche se la rete subita mi ha fatto arrabbiare: con i tre cambi avevamo modificato qualcosa dietro ma il mio ex compagno Aguilar ha fatto un gran gol.

Un risultato così ruba l’occhio, però a me piace vedere la squadra che prova sempre a dare tutto. Abbiamo rispettato il piano gara andando costantemente in avanti e sempre con la nostra idea di gioco. È questo che mi rende felice, perché abbiamo giocato rispettando l’avversario fino all’ultimo minuto ma pressando e cercando di fare il nostro calcio. I ragazzi mi hanno fatto impazzire. La classifica adesso è interessante, la Champions è una competizione dove ci sono grandi squadre e il nostro obiettivo è lottare con tutte quelle che affronteremo nel nostro percorso. Dopo il sorteggio, quando ho visto che avremmo dovuto giocare con Psg e Barcellona nelle ultime due partite della fase a gironi anche io, come tutti, ho pensato che avremmo dovuto cercare di fare più punti possibili nelle sfide precedenti. Nel calcio nulla è impossibile, Psg e Barça sono a un livello superiore rispetto alle altre ma le incontreremo a fine gennaio: mancano ancora tante partite. Spero per allora di aver recuperato più uomini possibile in attacco, dove in questo momento siamo in sofferenza".

Fabregas su Nico Paz e Papaccioli

"Sapevo che Nico voleva fare questo omaggio, ho apprezzato e rispettato la sua decisione. In momenti come questi dobbiamo essere uniti, tutti noi volevamo stare vicini alla comunità di Tenerife dopo il terribile episodio. Sono molto contento per Papa, tutti noi lo siamo. Quando ha segnato il 9-1 non sono riuscito a trattenermi e siamo andati tutti da lui. Non è stata una mancanza di rispetto ma una reazione istintiva dopo tutto ciò che questo ragazzo ha vissuto.

Papa ha iniziato ad allenarsi con noi quando aveva 16 anni, poi si è rotto il crociato ed è stato fuori 9 mesi. È tornato poco tempo fa e oggi ha avuto l’opportunità di fare gol. È un giovane della nostra accademia e questo significa tantissimo per il club. Papa è un ragazzo umile e ambizioso, lavora duro e meritava tutto questo. Mercoledì sera ho capito che c’erano le condizioni giuste per farlo debuttare. Non capita così spesso di esordire in Champions alla sua età e neppure di segnare alla prima occasione. Una notte che non dimenticherà mai".