Henrikh Mkhitaryan, centrocampista dell'Inter, ha parlato nel corso di un'intervista concessa a La Gazzetta dello Sport del suo rinnovo e non solo.

Intervista a Mkhitaryan

Preparazione? «Ci stiamo allenando bene. Non è facile con i viaggi e i cambiamenti di fuso orario ma stiamo facendo il massimo per preparare un’altra grande stagione».

Rinnovo? «Non ho ricevuto alcuna garanzia: non sarebbe stato neanche giusto, perché devo far vedere io sul campo se merito un posto in squadra oppure no. Ma sento di poter giocare a buon livello un altro anno e così insieme alla società ho deciso di rimanere un altro anno. Poi vedremo».


Quale ruolo pensa di avere in questa squadra? «Il solito. Mi sono sempre allenato al massimo per essere un esempio per gli altri: soprattutto i più giovani».

Stankovic? «Ha intrapreso la strada giusta: gli serve un po’ di tempo per adattarsi alla nuova realtà anche se conosce l’Inter dal settore giovanile. Una cosa è giocare nel vivaio, un’altra in prima squadra. Ma i due anni che ha fatto all’estero hanno dimostrato che meritasse di tornare alla base».

Obiettivo? «Noi in realtà non ci siamo mai tirati indietro. Abbiamo appena conquistato due trofei».

Giovani?  «Li conoscevo bene tutti, perché si allenano spesso con noi durante la settimana. Mi sento solo di raccomandare loro di tenere i piedi per terra e continuare a lavorare. Solo così possono emergere: se poi non riusciranno a giocare nell’Inter, potranno essere comunque calciatori di Serie A».


Topalovic un po’ le somiglia «Lo avete visto a Bologna qualche mese fa, all’ultima di campionato, quando ha inventato quel passaggio verticale. Gli auguro il meglio, perché ha i mezzi per diventare un ottimo calciatore».


Ultimo anno? «Non lo so» (ride). E’ impossibile deciderlo oggi. Devo capire come starò alla fine di questa stagione. Alla mia età non ha senso fare programmi a lunga scadenza».

Cosa le manca in carriera per smettere felice? «Tante cose avrei potuto fare in più… La Champions, ecco. Vorrei vincere la Champions. Ci sono andato vicino due volte, magari prima o poi ci riesco».