Svincolatosi dal Napoli dopo due scudetti e una supercoppa Italiana, Juan Jesus rompe il silenzio e si racconta ai microfoni di DAZN. Questo uno stralcio delle sue parole.
Napoli, le parole dell'ex Juan Jesus
ADDIO AL NAPOLI - "Io penso che la mia lettera d'addio fosse il minimo da fare, non ho voluto fare la solita cosa con un video o un post. Ho voluto ringraziare Napoli in un modo diverso: ho vissuto 5 anni bellissimi, nonostante la parentesi di una stagione "no". Ma anche quella ci ha fatto crescere e maturare, come ragazzi e come calciatori. Ho scritto tutto ciò che ho vissuto, ma potevo dilungarmi: ho vissuto emozioni che veramente ricorderò per tutta la vita".
CONTE CT ITALIA - "Ho avuto il mister per due anni, per quello che ci dà a livello mentale e di agonismo, si è un mister che ti dà qualcosa in più. Dopo un anno difficile lui in pochi mesi ci ha fatto capire come si lavora: lui è proprio uno che lavora per vincere, ha il suo metodo, che ti piaccia o meno. Io parlo per me: mi son trovato benissimo, ho sempre scherzato con lui: "O mi fai smettere fra tre mesi o non lo so!". Però mi ha dato tanto, sono arrivato a 35 anni fisicamente che posso farne altri tre ad alto livello. Lui mi ha fatto crescere fisicamente e mentalmente, mi ha dato aspetti positivi. Penso che la Nazionale italiana sia molto molto adatta a lui, può farci uscire da questo momento buio. E' un problema che l'Italia non sia ai Mondiali, da recuperare al prima possibile!
FUTURO - "Guarda vorrei fare tre anni ad alto livello, per ora mi godo le vacanze! Ho offerte dal Brasile ma è quasi impossibile: son cresciuto qua, ho la mia compagna e i bambini qui, ho una vita qui. Ho la mia famiglia, madre, nipoti e fratelli in Brasile. Ma l'Italia è casa: mi godo le vacanze e poi vediamo, davvero non so quale sarà il mio futuro! Ho detto al mio agente Calenda: "Roby, fammi riposare, dopo due anni duri con Conte!". Ora voglio godermi le vacanze e quando arriva qualcosa di concreto, vediamo".
RIVINCITA - "Dopo Roma si diceva fossi finito, non riuscirò mai a capire perché non giocavo. Spalletti mi ha dato un'opportunità, ha creduto in me al Napoli e ho dimostrato che non ero finito! Conosco la Serie A e gli attaccanti, più gli anni passano e più diventiamo bravi a studiare gli avversari".