Ospite al Festival della Serie A a Parma, Roberto Mancini è stato intervistato dal palco del Teatro Regio.

Su Vialli

"Ho perso un amico di tutta la vita. Ci siamo conosciuti da ragazzini e abbiamo passato insieme tutta la gioventù. Abbiamo vinto e costruito tanto alla Sampdoria, ma lui oltre a questo era una persona speciale. Era un uomo con delle qualità incredibili e se hai un amico così, nel momento in cui lo perdi, qualcosa accade. Perdi un punto di riferimento. Eravamo come fratelli. Eravamo a Wembley, 30 anni dopo la sconfitta con la Samp. Essere lì e sapere cosa siamo riusciti a fare, consci di ciò che sarebbe potuto accadere dopo... In quell'abbraccio lì c'è stato tutto".

Su Balotelli

"Balotelli è stato un grande calciatore. Sicuramente ha fatto di tutto per autosabotarsi, perché avrebbe potuto fare molto di più per le qualità che aveva. Lui è anche un bravo ragazzo, una persona per bene. Non tutti lo conoscono, e da fuori si danno anche giudizi non reali. Sicuramente è un personaggio".

Su Messi e Maradona

"Per me Maradona è stato il numero 1, ma non possiamo di certo trattare Messi come una figurina. E credo che al Mondiale possa ancora dire la sua".

Sulla sua carriera

"Vincere non è mai semplice, neanche se alleni grandi squadre. Ogni vittoria è importante, anche se certamente quella dell'Europeo è straordinaria: la metto sopra le altre. Non abbiamo perso in quattro anni, con 37 vittorie e 7 pareggi: un record che è nella storia, abbiamo fatto meglio dell'Argentina di Maradona e del Brasile di Pelè. Giocavamo sempre per attaccare, era una squadra che voleva giocare e l'ha fatto".

Su Eriksson

"Tutti lo ricordavano con grande affetto, in tutta Europa. Era una persona incredibile, di una gentilezza e bontà impareggiabili. Era amato anche da quelli che non faceva giocare, e di solito non succede proprio così. Quando si arrabbiava aveva le gote un po' rosse, ma era sempre gentile con tutti".

Su Luis Enrique

"Chi vince è il migliore, e quasi sempre è quello che gioca meglio. Mi sembra che il PSG, giocando come sta facendo, sia la migliore squadra degli ultimi anni. E Luis Enrique è sicuramente un allenatore strardinario".

Su Chivu

"Lo conosco, ed è un ragazzo molto educato che conosce il calcio benissimo. All'Inter è stato bravissimo, dal momento che è riuscito a vincere un campionato così. Mi aspettavo potesse far bene, dal momento che già a Parma, da subentrato, riuscì a portare la squadra alla salvezza".