Inizia a tutti gli effetti l'esperienza di Fabio Paratici alla Fiorentina.
Quest'oggi il nuovo direttore sportivo viola si è presentato nella conferenza stampa di rito.
Fiorentina, la presentazione di Paratici
"Colgo l'occasione per ringraziare il presidente Commisso e Ferrari che mi hanno scelto. Ringrazio tutta la famiglia Commisso e faccio le congratulazioni a Giuseppe per il nuovo incarico. Ringrazio anche il Tottenham che mi ha dato questa opportunità e di vivere 5 anni meravigliosi in Premier, aspettandomi in momenti difficili.
Io ho scelto la Fiorentina il 15-16 dicembre. La Fiorentina aveva 6 punti, Ferrari mi ha incontrato e sono venuto. Una scelta coraggiosa, perché ho ponderato varie motivazioni. Nel mio caso ho pensato che i viola hanno una serissima proprietà, infrastrutture top al mondo e un gruppo di persone con cui mi sono subito sentito in simbiosi e una città che è un brand internazionale e che ci da grandi vantaggi in termini di visibilità. Era il momento giusto di tornare in Italia, è una grande sfida ma penso che la Fiorentina meriti altri livelli, anche se oggi dobbiamo accettare che nei prossimi 4 mesi dobbiamo mettere la testa nel carro armato e soffrire.
Quando una persona va in un club, ogni squadra ha il suo dna e va rispettato. Tra le mie esperienze c'è stata anche alla Samp, che non vorrei dimenticarla. Io sono un uomo totalitario, penso per 20 ore al giorno al calcio e mi lego ai club in cui lavoro. Per cui ho avuto esperienze diverse che mi hanno portato a credere in un certo metodo di lavoro: ordine, organizzazione, serietà, lealtà. Questi valori li ho portati avanti in questi anni e vorrei cercare di ricreare anche qua.
Immagino una Fiorentina da costruire pian piano. Ad oggi dobbiamo essere realisti e cercare di tirarci fuori da una situazione da cui non usciremo in un mese. In futuro mi immagino un club attrattivo, bello da vedere, stimolante per i tifosi, per l'opinione pubblico. Una Fiorentina internazionale".
Paratici su Kean
"Quando le stagioni vanno in un certo modo ci sono vari motivi. La Fiorentina viene da 65 punti, oggi ne ha 17, non credo che la colpa sia il basso rendimento di Kean. Lui lo conosco molto bene e già dissi che è sicuramente che è l'attaccante italiano più forte che c'è. lui può fare 20 gol a stagione, a prescindere dal club per cui milita. Sta a lui fare il Kean e noi metterlo in condizione.
Con la squadra parlerò dopo, non ho ancora avuto occasione. Kean deve solo mettere la testa nel carro armato e far quello che sa fare molto bene. Adesso deve concentrarsi sul presente, non abbiamo altre priorità, la fase 2 verrà dopo".