Ylber Ramadani, 27enne centrocampista del Lecce, ha parlato nel corso di un'intervista concessa al Corriere dello Sport della sua stagione e non solo.

Intervista a Ramadani

Impatto in Serie A positivo?
«Sì, è vero. Mi sono ambientato benissimo, fin da subito, e devo dire come me anche la mia famiglia. Sono stato accolto alla grande all’interno dello spogliatoio, c’è una bella atmosfera con il resto dei compagni e questa cosa mi piace tantissimo». 
 
Possiamo considerarla il leader? 
«No, leader direi di no perché ce ne sono tanti nel nostro gruppo. È chiaro, però, che in questo ruolo c’è bisogno di enorme personalità. Io mi sento bene, quella di centrocampista centrale è una posizione che mi piace. A tal proposito ci tengo a precisare una cosa». 

Segreto?
«Devo ammettere che D’Aversa mi ha aiutato tanto. Mi ha spiegato cosa vuole da me e in quali aspetti poter migliorare. E quando con ne parliamo insieme, mi sento bene. È vero, ho preso il posto di un calciatore come Morten che lo scorso anno per i tifosi era un beniamino, ma è anche grazie al loro supporto che fin qui ho avuto un rendimento importante. La loro vicinanza mi ha spinto, giorno dopo giorno, a dare tutto e di più in campo». 

Ramadani sul Fantacalcio


Fantacalcio e troppi gialli?
«È vero», sorride. «Ma il mio compito è anche quello di stoppare gli avversari. Giocando centralmente e a protezione della difesa, mi ritrovo sempre in contrasti e duelli. Poi se faccio un fallo mi ammoniscono immediatamente... Ma in questa posizione devo fare di tutto per aiutare la squadra». 
 
Paragoni?
«Ho sempre lavorato dando il cento percento, faccio di tutto per la mia squadra e questo mi basta per dire che sto facendo bene. Ma non mi pongo limiti, devo continuare a spingere, sempre di più, per rendere ancora meglio e dare un contributo in più». 

Corvino?
«È bastata una telefonata. Quando il mio procuratore ha parlato con il direttore, immediatamente abbiamo capito che il Lecce era la soluzione giusta per me. Davvero, è bastato poco...». 


Si sente nel momento migliore della sua carriera? 
 «Sì, di sicuro è un passaggio importantissimo per me e la mia famiglia. Abbiamo sofferto tanto in passato e tutto questo mi ripaga di molti sacrifici, è una bella soddisfazione». 
 
 
Futuro? 
«In questo preciso istante il mio primo e unico obiettivo è quello di salvare il Lecce, prima dell’ultima giornata di campionato. Dopodiché vedremo cosa si potrà fare, ma abbiamo una missione chiara e sono focalizzato su quella».