Quello di Antonio Raimondo è senza dubbio un infortunio importante, pesante, che terrà il giocatore lontano dai campi per diverso tempo. Una tegola per il Frosinone che proprio da Raimondo stava trovando un apporto importante alla causa, una tegola per i fantallenatori che proprio dall'attaccante dei ciociari avevano trovato bonus importanti in questi avvio di stagione.

"Lesione multilegamentosa contusivo-distorsiva alla caviglia sinistra", recita il comunicato apparso ieri sui canali ufficiale del Frosinone, una conferma sull'effettiva concretezza dell'infortunio. 

Per il rientro, insomma, servirà diverso tempo: il giocatore ha fondamentalmente due strade percorribili per cercare di tornare a disposizione di Massimiliano Alvini il prima possibile, anche se ad oggi il 2026 calcistico di Raimondo rischia di doversi definire davvero terminato. 

Raimondo, le due strade per il recupero 

Stando a quanto riportato oggi da Tuttosport, per l'attaccante molto dipenderà dall’entità del danno ai legamenti e dall’evoluzione nelle prossime settimane. Per questo tipo di infortunio, come detto, si può andare incontro a due tipi di evoluzioni: c'è la terapia conservativa che può sperare di riportare in giocatore in campo entro 4-6 settimane, o grossomodo in un paio di mesi.

Poi c'è l'operazione chirurgica, eventualità che si cerca sempre di scongiurare: in questo caso, invece, i tempi di recupero vengono stimati in 4 mesi o anche più, fino a 5 o 6 mesi.