Le sue intuizioni hanno fatto le gioie dei fantallenatori, non solo negli ultimi sei anni al Lecce. Ora Pantaleo Corvino saluta il club salentino dopo l'ennesima salvezza raggiunta. Queste le parole in conferenza stampa del dirigente giallorosso.
Lecce, le parole di Corvino
“Non è facile essere qui oggi. Tredici anni di storia d’amore non si possono raccontare in pochi minuti. Spero soltanto di riuscire a trasmettere qualcosa a chi mi ha voluto bene, sostenuto e aiutato in questo percorso, ma anche a chi magari ha pensato che in qualche momento non sia stato all’altezza.
Il motivo per cui siamo qui oggi riguarda me e il Lecce, riguarda questi tredici anni vissuti insieme. In questi giorni avevate già percepito qualcosa. Io parlo poco, ma quando l’ho fatto l’ho sempre fatto pensando ai tifosi. Nonostante queste vicende abbiano coinvolto me e mio figlio, non ho mai provato rancore. Non ho perso la stima nei confronti dei giornalisti: ho considerato tutto questo una superficialità. Come io posso sbagliare una valutazione nel mio lavoro, anche altri possono commettere errori.
Sei anni fa avevo ancora due anni di contratto altrove e ho accettato la sfida proposta dal presidente: rimettere in salute il Lecce, la squadra della mia città. Oggi posso dire di lasciarla in salute. Oggi però non ho più la forza di una volta. Le ultime energie le ho trovate nell’ultimo periodo per difendere il lavoro fatto, perché ci sono partite che si vincono in campo e altre che si vincono fuori. E io e il presidente, fuori dal campo, siamo stati una squadra incredibile.
Non so quanto tempo mi servirà per ritrovare le energie, ma il Lecce non può aspettare me. Ho sempre detto di sentirmi un cavallo da corsa e vorrei morire in pista, su un campo o in una tribuna. Per questo è arrivato il momento di fermarmi".