Intervenuto ai microfoni di Dazn, il presidente dell'Inter Giuseppe Marotta ha toccato diversi argomenti relativi al mondo Inter, dal mercato ai giovani.

 

Inter, le parole di Marotta sul calciomercato

"Siamo in grande involuzione. All'inizio degli anni 2000 il player trading lo conoscevamo solo per attrarre giocatori importanti, mentre oggi le plusvalenze sono voci rilevanti nei bilanci. Il calciomercato in Italia ora non può che portare operazioni che portano a pareggi di bilancio. Tranne il Como e la Fiorentina, il resto si sono abbastanza contenuti nelle spese. Si dovrà essere lungimiranti, spazio alla fantasia, alla creatività e alla competenza dei manager più che ai finanziamenti dei soci".

Il lavoro con i giovani

"Non dobbiamo dimenticarci che siamo responsabili della crescita di centinaia di bambini e bambine. Subentra un atto di coscienza, che è una missione: vogliamo creare uomini e donne del domani. La selezione è molto rigida, chi non arriverà al professionismo deve essere considerata una componente che entra nella società. Dobbiamo indirizzarli, è un mio obiettivo immaginare il futuro di chi fa parte del settore giovanile e non diventerà calciatore. Dobbiamo assolvere questa responsabilità, che è importante come vincere trofei".

I colpi di mercato

"Quello storico porta il nome di Pogba. Noi lo abbiamo, grazie allo staff che avevo alla Juventus, a zero dal Manchester United e glielo abbiamo casualmente rivenduto dopo 2-3 anni a 115 milioni di euro. Sì, il loro management è cambiato, ma per me è una cosa unica e non ripetibile. Lo abbiamo preso grazie alla furbizia e alla diplomazia di Mino Raiola, che era uno dei più bravi agenti che c'era. Ci ha facilitato questa acquisizione, la abbiamo condotta in team ed è stata apparentemente facile. Mi ricordo di aver ceduto ai Red Devils anche Taibi dal Venezia… Denuncio la perdita di personaggi come Ferguson, che a quei tempi era il tecnico degli inglesi e che ho avuto modo di conoscere molto bene".