Leonardo Pavoletti, ex attaccante del Cagliari ed ufficialmente svincolato a partire da luglio, ha parlato nel corso di un’intervista concessa a Radio Sportiva.
Intervista a Pavoletti
Svincolato? «Non è per niente male esserlo in Sardegna e la cosa incredibile e strana per un calciatore è che è la mia prima volta che sono svincolato da quando ho iniziato nei professionisti, mi devo abituare a questa nuova realtà!».
Ultima stagione? «Secondo me è stata una delle salvezze più divertenti perché, a parte la squadra allenata bene, forte etc, però, diversamente da altri anni, quest’anno tutti coloro che iniziavano a fare bene, si facevano male. Sembra un po’ un paradosso, ma è stata la chiave del successo conquistato. E’ uscita ancora di più la forza del gruppo, l’unione. Si sono messi tutti in discussione, sono usciti nuovi protagonisti. E’ stata una staffetta continua tra noi componenti della squadra, è stato il vero valore aggiunto della salvezza».
Cagliari? «A volte sembra di essere banale, nove anni nello stesso posto, si raccontano già per importanza numerica! A parte Genova (2 anni), nelle altre ho fatto mesi, ma Cagliari per qualità anche è diventata “casa mia”! Stiamo progettando un futuro qua, sono in attesa di capire il mio futuro se sarà sempre nel calcio giocato o in altri ruoli, ma come base sicuramente sarà Cagliari».
Ranieri? «Diciamo che mister Ranieri, tante volte mi viene detto che io ho portato il Cagliari in Serie A, ma in realtà senza lui che ci ha preso stavamo in B in una situazione di bassa classifica con i tifosi non contenti. Situazione tragica: solo lui rimettendo ognuno al suo posto ci riuscì, complice l’esperienza, la maturità e la calma. Il gran merito è suo, poi ci sono stati altri allenatori. Credo che il gran merito di tutto erano sempre più belle con Claudio in panchina, avevano un tocco più speciale, eravamo osservati da tutto il mondo».
Futuro? «Mi sembrava fosse più facile smettere, ma non lo è. Ho un ginocchio che ormai è lì lì per mollarmi e devo fare valutazioni oggettive e capire se il gioco vale la candela. Sarei a mezzo servizio, non potrei rendere come mi piacerebbe. Ora sto un pochino meglio, ma c’è un leggero zoppicchio e a volte ho il ginocchio gonfio. Attendo risposte e mi tengo aperte altre porte per il futuro! Mi piacerebbe formarmi sempre nel mondo del calcio e vediamo se arriveranno discorsi più seri».