Alla vigilia di Pisa-Bologna Oscar Holjemark ha parlato in conferenza stampa- Il tecnico del club toscano ha analizzato la situazione in classifica e anche l'atteggiamento della squadra. Di seguito le sue parole.
Le parole di Hiljemark
Sulla settimana e sulla tattica:
"Il calcio è fantastico ma anche crudele: hai solo 90 minuti per trovare il risultato, e quando la partita finisce non puoi più cambiare nulla. È normale che fossi arrabbiato dopo Firenze, perché in certi momenti avremmo dovuto fare meglio per portare via i tre punti. Ma già dal giorno dopo abbiamo rimesso la testa avanti: lavorare bene in allenamento, migliorare nelle scelte di campo, nella parte fisica e tecnica. Io penso sempre a noi e a come migliorare la squadra, ed è per questo che sono positivo: la partita è passata e ora non esiste più. Nel primo tempo contro la Fiorentina abbiamo avuto problemi sia nelle posizioni che in certe zone del campo. Anche per questo non ho cambiato sistema nella ripresa: serviva dare più equilibrio al centrocampo e migliorare nella gestione della palla. Il sistema è importante, ma ancora più importanti sono atteggiamento, intensità e qualità del nostro gioco. Oggi i moduli cambiano continuamente dentro la partita: una squadra che parte con il 3-4-3 può diventare 4-3-3 in possesso, o 3-2-3-2, e in fase difensiva ancora un’altra cosa. Dipende dai giocatori, da come si muovono, da chi viene a prendersi la palla. Per questo dobbiamo essere molto bravi nelle situazioni in cui oggi facciamo più fatica. È lì che si farà la differenza".Su Denoon e Vural:
"Il sistema di gioco lo deciderò domani, ma siamo pronti per affrontare il Bologna. Vural sta meglio, e ha iniziato a lavorare sul campo. Denoon in questo momento non è nelle migliori condizioni".Sulla situazione trovata all'arrivo a Pisa:
"Rispondo prima alla seconda domanda. Quando sono arrivato, la situazione era difficile: pochi risultati, una sola vittoria in campionato e una squadra che aveva perso fiducia. È normale che in un contesto così serva tempo per ritrovare convinzione. È una situazione complicata anche per i nuovi arrivati, soprattutto quelli che vengono da campionati esteri. Non è semplice inserirsi subito in una squadra che lotta per la salvezza. C’è pressione, ci sono aspettative e c’è un tipo di partita diversa rispetto a chi arriva da fuori: devi capire il contesto, l’intensità, le richieste. La difficoltà più grande per tutti è stata questa: ritrovare identità e mentalità in un momento negativo. Ma la passione che la gente ha per il Pisa si sente e si vede, e questo aiuta molto. Per quanto riguarda la settimana: abbiamo lavorato bene. L’obiettivo è sempre pensare a noi, a cosa dobbiamo fare per portare a casa i tre punti. Degli altri non possiamo controllare nulla, possiamo controllare solo il nostro lavoro. Denoon, Vural e Scuffet sono out".Se c'è stato un confort con la squadra:
"È vero, dopo la partita ero arrabbiato. Ma non perché qualcuno voglia fare male: nessun giocatore scende in campo per sbagliare, e neppure io prendo decisioni per far andare male le cose. A volte però le partite diventano difficili da analizzare e da accettare subito. A Firenze siamo arrivati per giocare una grande partita e combattere per i tifosi, per la città e per noi stessi, per portare a casa tre punti. Nel primo tempo ho visto una squadra che forse è stata travolta dall’emotività: era una partita molto sentita, e questo ha influito. Nel secondo tempo invece ho visto una squadra diversa, viva, che voleva reagire. E questa per me è una sensazione positiva: significa che non siamo ‘morti’, che c’è ancora spirito. Ne abbiamo parlato insieme, sì. Abbiamo affrontato il tema dell’atteggiamento, perché la testa libera e la capacità di gestire la pressione sono fondamentali. Abbiamo bisogno di essere più liberi mentalmente e più convinti durante le partite. Io continuo a pensare a noi: vogliamo sempre prendere i tre punti, e per farlo dobbiamo combattere fino alla fine. L’importante è non farci bloccare dalla paura. Con la squadra parliamo tutti i giorni".