La Germania continua a inseguire il ricordo del trionfo mondiale del 2014, ma da allora il percorso della Nazionale si è trasformato in una lunga serie di delusioni. Dopo le clamorose eliminazioni nella fase a gironi ai Mondiali del 2018 e del 2022, anche il Mondiale 2026 si è chiuso con un'altra cocente amarezza: l'eliminazione agli ottavi di finale ai rigori contro il Paraguay, al termine di una partita che ha riaperto tutti i dubbi sul progetto tecnico di Julian Nagelsmann.

Il giovane commissario tecnico, sotto contratto fino al 2028, ha ribadito la propria disponibilità a restare sulla panchina della Germania, lasciando però la decisione finale alla federazione tedesca. «Se la DFB vuole che resti fino al 2028, lo farò. Se invece deciderà diversamente, lo accetterò. Io non scappo dalle responsabilità», ha spiegato nel post partita.

Al di là del risultato, però, il vero problema sembra essere la continua involuzione della Nazionale tedesca. Dopo aver restituito entusiasmo con il buon Europeo casalingo del 2024, Nagelsmann non è riuscito a dare continuità al progetto. Le prestazioni sono progressivamente peggiorate e la Germania è tornata a mostrare tutti i limiti che l'avevano già penalizzata negli ultimi grandi tornei. Uno degli aspetti più criticati riguarda la gestione tecnica del commissario tecnico. Nel corso degli ultimi mesi Nagelsmann ha modificato spesso assetto tattico e formazione, cambiando ruolo a diversi giocatori e trasmettendo poca continuità al gruppo. Emblematica la scelta di spostare Joshua Kimmich dal ruolo di terzino destro a quello di centrocampista centrale proprio nella sfida decisiva contro il Paraguay, così come la decisione di puntare nuovamente sul quarantenne Manuel Neuer, preferendolo a Oliver Baumann, protagonista di un'ottima fase di qualificazione.

La federazione tedesca si trova ora davanti a un bivio. Dopo aver confermato sia Joachim Löw dopo il flop del 2018 sia Hansi Flick dopo il fallimento del 2022, la DFB dovrà decidere se proseguire ancora con Nagelsmann oppure voltare pagina per evitare di ripetere gli errori del passato. Il nome più caldo, al momento, sembra essere anche quello più interessante: Jurgen Klopp, ormai lontano dalle panchine dopo la fine della sua esperienza su quella del Liverpool.