Il mondo dello sport piange la scomparsa di Alex Zanardi, deceduto nelle scorse ore all'età di 59 anni.

A darne notizia è stata la famiglia dell'atleta bolognese che nel 2001 subì l'amputazione delle gambe dopo un incidente automobilistico. Da quel momento si è dedicato al paraciclismo conquistando quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Poi un altro incidente in handbike nel 2020, quando si scontrò con un camion in provincia di Siena.

L'annuncio della famiglia

"È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio. Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari, la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto". 

La storia di Alex Zanardi

Nato a Bologna il 23 ottobre del 1966, Alex Zanardi scoprì a Casal Maggiore la sua grande passioni per i motori avvicinandosi da subito al mondo della Formula Uno. Fu il padre a regalargli il primo kart all'età di 14 anni e così, nel 1980 fece il suo debutto per poi esordire nella categoria 100cc due anni dopo a Vado.

Nel 1988 passò alla F3 italiana guidando una Dallara-Alfa Romeo del team di Coperchini per poi approdare in Formula 1 all'età di 25 anni. A contattarlo il manager Eddie Jordan, il quale era alle ricerca di un sostituto di Michael Schumacher, destinato alla Benetton. Esordì nel gran premio di Spagna, ma in quella stagione corse per soli tre gran premi. Nel 1992 si trasferisce alla Minardi dove corre altri tre gran premi al posto di Christian Fittipaldi.

Passano tre anni e Zanardi resta senza contratto: una pausa terminata nell'estate del 1998, quando Zanardi firma un contratto triennale con Frank Williams, riuscendo però a concludere solo i gp di San Marino, Monaco, Belgio. 

Il 15 settembre del 2001 la vita di Alex Zanardi cambia per sempre: a tredici giri dalla fine del tracciato tedesco del Lausitzring perde il controllo della vettura provocando un micidiale testacoda con il veicolo che si intraversò lungo la pista andandosi a scontrare con Alex Tagliani la cui vettura colpì quella di Zanardi, spezzata in due dall'impatto.

Le sue condizioni erano disperate al punto da ricevere anche l'estrema unzione da parte del cappellano per poi restare in coma farmacologico per quattro giorni. A Zanardi fu rimosso chirurgicamente il ginocchio destro ma pochi mesi dopo si presentò alla premiazione dei Caschi d'oro promossa dalla rivista Autosprint.