Intervistato ai microfoni del Corriere dello Sport, Arthur Atta ha raccontato così le settimane che lo hanno portato a vestire la maglia della Fiorentina. Questo uno stralcio delle sue parole.
Fiorentina, le parole di Atta
Adesso Firenze: perché la Fiorentina che viene da una salvezza soffertissima e non farà le Coppe europee?
«Perché ho parlato con Paratici e Grosso e mi sono piaciute tantissimo le loro idee sulla gestione del club, sul metodo di voler costruire la squadra , sul gioco da farle fare. Non ho avuto dubbi sulla decisione da prendere: non mi sono lasciato influenzare da sensazioni o fattori esterni e ho sentito subito che sarebbe stata quella giusta».
I tifosi viola la ameranno già solo per questo. E ancora di più sapendo che c’era la Premier League sulle sue tracce.
«Ma no (sorride con quel sorriso tra il timido e l’imbarazzato che è espressione di un’educazione rara, ndc). C’era solo la Fiorentina e vorrei ringraziare ancora il presidente Commisso, sua madre Catherine, Ferrari e Goretti oltre a Paratici che mi hanno permesso di essere qui. Per me è motivo di grande orgoglio poter indossare una maglia così prestigiosa come quella della Fiorentina».
Pure responsabilità per i venticinque milioni spesi per portarla via da Udine?
«Certamente, ma me la prendo volentieri. Qui al Viola Park abbiamo tutto quello che ci serve, non abbiamo alcun alibi. Ci stiamo allenando di continuo, quindi non sono ancora riuscito a vederlo tutto anche perché è enorme, però da quello che ho visto penso sia qualcosa di straordinario. È una struttura unica e, quando parlavo del modo di gestire un club, ritengo sia davvero un’opportunità incredibile concessa anche a tutti i ragazzi e le ragazze del settore giovanile per poter crescere al meglio».
Tutto tradotto nel suo italiano che sta diventando eccellente grazie ai film che divora nella nostra lingua con i sottotitoli sempre in italiano?
«La Fiorentina è perfetta per me, l'ho voluta fortemente e adesso tutti insieme vogliamo disputare una grande stagione».