Il rapporto tra Sebastiano Esposito e il Cagliari sembra ormai arrivato al capolinea. L'attaccante ha lasciato senza autorizzazione il ritiro di Ponte di Legno, aprendo una frattura con il club rossoblù che appare difficilmente ricomponibile. La società ha già annunciato provvedimenti disciplinari e, salvo clamorosi colpi di scena, il futuro del giocatore sarà lontano dalla Sardegna.

Cagliari-Esposito: cosa è successo

Il Cagliari ha comunicato ufficialmente che Esposito ha abbandonato il ritiro senza autorizzazione e sta predisponendo una lettera di contestazione disciplinare. Il calciatore avrà cinque giorni di tempo per presentare le proprie giustificazioni, mentre il club valuta anche una multa che potrebbe arrivare fino al 20% dell'ingaggio annuale. In caso di contenzioso, la vicenda verrebbe esaminata dal Collegio di Disciplina della Lega. Secondo quanto filtra dall'ambiente rossoblù, però, la questione va ben oltre l'aspetto disciplinare. La società avrebbe infatti deciso di mettere definitivamente sul mercato il proprio numero 9, valutandolo circa 15 milioni di euro. L'Atalanta sarebbe al momento il club maggiormente interessato all'attaccante.

Di tutt'altro tenore la ricostruzione fornita dall'entourage del giocatore. Secondo il procuratore Mario Giuffredi, Esposito avrebbe lasciato il ritiro soltanto dopo una serie di colloqui con il direttore sportivo Pietro Accardi e con l'allenatore Fabio Pisacane, ottenendo alcuni giorni di riposo per smaltire lo stress accumulato. Sempre secondo questa versione, il calciatore dovrebbe tornare ad allenarsi con la squadra martedì ad Assemini, alla ripresa della preparazione. Alla base della rottura ci sarebbe la trattativa per il rinnovo economico del contratto. Esposito, legato al Cagliari fino al 2030 con un ingaggio da 900 mila euro netti a stagione, avrebbe chiesto un adeguamento a circa 1,5 milioni. Il club avrebbe invece messo sul tavolo una proposta da 1,2 milioni annui, senza però trovare un'intesa con il giocatore.