Partiamo da un dato di fatto: il campionato di calcio italiano è sempre più povero, da qualsiasi parte lo si guardi. Più povero tecnicamente, come dimostrano i risultati delle nostre "big" nelle competizioni europee; più povero di spettacolo, con partite che spesso finiscono con pochissime reti e ancora meno giocate di pregio che fanno emozionare il pubblico; più povero di pubblico come dimostra, ad esempio, l'irrisorio numero di tifosi della Lazio che hanno deciso di rinnovare il proprio abbonamento; ma, soprattutto, più povero economicamente.

L'evidenza della povertà economica del calcio italiano quest'anno è ancora più evidente del solito. Anche i big club nostrani hanno clamorose difficoltà di manovra dal punto di vista monetario. Fa eccezione il Milan che è riuscito a piazzare un acquisto da oltre 70 milioni di Euro, anche se la sensazione è che presto ci possa essere la cessione di Leao a riportare denaro nelle casse rossonere; le altre sono praticamente ferme al palo: Roma e Napoli non hanno letteralmente acquistato nessuno e in ritiro i volti "nuovi" sono solamente quelli di rientro dai vari prestiti, l'Inter ha portato a casa Provedel e Aleksandar Stanković, ma ha salutato anche un big come Dumfries e lasciato partire come svincolati diversi elementi ormai considerati fuori dal progetto tecnico. Ovviamente in tutto questo non fa eccezioni la Juventus: l'unico incasso importante realizzato dalla Vecchia Signora è arrivato da un giocatore che non vestiva il bianconero nella passata stagione, mentre tra qualche ora dovrebbe essere ufficiale il passaggio di Openda al Lione, come già anticipato anche da Spalletti nell'intervista post-amichevole con lo Standard Liegi.

La cessione di Muharemovic al Leeds ha rimpinguato il conto della Juventus, mentre il ritorno dell'attaccante belga nel campionato francese, dove aveva già militato con la maglia del Lens nella stagione 2022/23, ha alleggerito il monte ingaggi dei bianconeri. Queste due operazioni permetteranno alla nuova dirigenza juventina di affondare qualche colpo "reale" sul mercato. Il primo dovrebbe essere, finalmente, Randal Kolo Muani: il corteggiamento dell'attaccante classe 1998 sembrava destinato ad essere nuovamente infinito ed infruttuoso, ma la partenza di Openda sembra aver dato il là alle grandi manovre che dovrebbero portare alla definizione del ritorno del francese in bianconero. Più lontana sembra essere invece la soluzione dell'enigma legato al portiere titolare della prossima stagione: l'unica offerta arrivata per Di Gregorio, quella del Besiktas, non ha soddisfatto l'ex Monza, mentre per Perin le ormai solite voci di un suo ritorno a Genova sponda rossoblù si fanno ogni giorno più flebili e distanti. Senza la partenza di almeno uno dei due degli attuali portieri sarà praticamente impossibile andarne ad acquistare un altro, per ovvie ragioni numeriche.

Nei prossimi giorni l'obiettivo primario della dirigenza bianconera deve essere quello di piazzare qualche altro esubero, a partire da Arthur e Milik, per cercare di liberare ulteriore spazio di manovra e provare a regalare a Spalletti quei giocatori necessari per fare il salto di qualità. In questo contesto va inserita anche la speranza di recuperare il brasiliano Douglas Luiz, schierato nuovamente titolare nell'amichevole di ieri, ma che purtroppo non ha impressionato: è chiaro che tecnicamente si tratti di un giocatore molto valido, ma dal punto di vista fisico e atletico sembra essere ben lontano dal poter competere dai livelli che ci si aspetta da un giocatore della Juventus.

L'inizio della stagione si avvicina di gran carriera, ma la rosa della Vecchia Signora è ancora ben lontana dall'essere anche vagamente presentabile. Il lavoro da fare è davvero moltissimo, ma lo scenario globale non lascia presagire arrivi entusiasmanti, anzi. In questo momento la sensazione che prevale è lo scoramento ed il presagio che i tempi bui per la Juventus non sembrano essere ancora finiti.