Partiamo dal presupposto che la Juventus non è, giustamente, considerata una delle pretendenti alla vittoria dello Scudetto 2026/27. Guardando le rose a disposizione di Chivu e Gasperini, si capisce che i bianconeri, in questo momento storico, non possono competere con loro. Lecito, dunque, aspettarsi che la formazione guidata da Spalletti abbia, anche quest'anno, l'obiettivo di arrivare al fischio finale della trentottesima giornata occupando una posizione in classifica tra il terzo e il quarto posto, cioè di tornare a raggiungere la qualificazione in Champions League dopo un anno di assenza.

Dopo aver fatto questa doverosa premessa, è ora arrivato il momento di parlare dell'avvio di campionato dei bianconeri. Quattro le partite di Serie A disputate finora da Bremer e compagni, mettendo a referto due vittorie, un pareggio e una sconfitta, risultati arrivati casualmente proprio in quest'ordine. Dopo due giornate, la Juventus aveva infatti il punteggio pieno grazie alle vittorie su Frosinone e Parma, mentre alla terza è andato in scena il pareggio contro il Milan allo Stadium. Nell'ultima giornata, invece, è arrivato il sapore amaro della sconfitta, peraltro contro una squadra sulla carta inferiore come il Sassuolo. Il risultato contro i neroverdi è arrivato in modo rocambolesco, con una partita che poteva finire in tutti i modi, ma che alla fine ha premiato i padroni di casa, capaci di sfruttare nel migliore dei modi lo sbilanciamento di una Juventus alla forsennata ricerca della vittoria.

A mitigare l'amarezza per la sconfitta rimediata al Mapei Stadium è arrivata la vittoria nell'esordio in Europa League contro un'avversaria certamente non irresistibile come il NEC, ma che ha avuto comunque il pregio di far sbloccare gli attaccanti bianconeri. Sia Woltemade sia Kolo Muani hanno infatti messo a segno una rete a testa, con il francese che ha anche servito l'assist a Çelik per il momentaneo 4-0.

Nei giorni passati tra la sconfitta con il Sassuolo e la vittoria contro il NEC, negli ambienti juventini hanno già iniziato a fiorire i primi semi del malcontento. In tanti hanno iniziato a rivedere i fantasmi del passato, di una squadra con enormi difficoltà a segnare e a cui troppo spesso capita di subire gol al primo tiro degli avversari. Eppure, qualcosa di diverso, soprattutto dal punto di vista dell'atteggiamento, si è iniziato a vedere. È vero, contro il Sassuolo è arrivata una deludente sconfitta, ma, visto che anche il pareggio sarebbe stato un risultato poco soddisfacente, almeno i bianconeri, questa volta, hanno provato a vincerla fino a quando l'ex Adžić non ha segnato la rete decisiva. Negli anni passati, quella veemenza finale era difficilmente visibile; anzi, spesso avremmo assistito a una squadra che, per paura di essere sconfitta, avrebbe iniziato ad avere il braccino corto, cercando giocate "sicure" che a volte si sono comunque tramutate in banali errori. 

A questo punto, la sfida di oggi contro un avversario di livello come l'Atalanta di Sarri diventa particolarmente delicata. Per i bianconeri sarà fondamentale continuare a dimostrare di voler vincere a tutti i costi, senza dimenticare, però, un minimo di equilibrio per evitare che Scamacca e soci abbiano vita troppo facile nel ritrovarsi da soli di fronte a Vicario. Un risultato positivo tra le mura amiche riporterebbe certamente l'entusiasmo del popolo juventino a livelli più alti e allontanerebbe, almeno per qualche tempo, quei mugugni e quei fantasmi del passato che, negli ultimi tempi, avevano iniziato a far capolino nell'ambiente bianconero.