La settimana scorsa da queste colonne vi avevo scritto del percorso di crescita della Juventus. Contro il Cagliari il percorso è stato ancora più evidente, ma il risultato ha sorriso alla formazione allenata da Pisacane, con una delle prestazioni che avrebbe fatto più felice Max Allegri.

I bianconeri schierati nell'ormai consueto 4-2-3-1, hanno preso fin da subito possesso della metà campo dei padroni di casa del Cagliari. Tra gli uomini più in palla c'era sicuramente Fabio Miretti che, piazzato ancora una volta come trequartista, non pecca di personalità e chiede spesso di avere il pallone tra i piedi alla ricerca di una giocata che possa scardinare l'attenta retroguardia rossoblù. Il centrocampista offensivo bianconero alterna inviti ai compagni a conclusioni in porta, ma i passaggi risultano essere un po' troppo spesso frettolosi, mentre i tiri vengono quasi sempre respinti dai difensori, con l'unica eccezione al 25' dove ad intervenire è il portiere Caprile. 

Al 35', dopo un assedio decisamente prolungato, i bianconeri abbassano un po' i ritmi della loro partita ed il Cagliari decide di lanciare un messaggio, sfruttando questo momento per affacciarsi nella metà campo juventina, dove comunque Bremer e Kelly sembrano non soffrire troppo la rapidità di Kilicsoy. Nel finale di frazione la Juventus prova nuovamente ad alzare il proprio baricentro, ma si va al riposo a reti bianche. 

Nella ripresa il Cagliari lancia subito un segnale importante, con Esposito che scalda per la prima volta le mani a Perin con un tiro-cross da posizione molto angolata. La Juventus non si lascia spaventare e riprende subito a macinare il suo gioco, ma il gol continua a non arrivare. A trovare la via della rete è invece il Cagliari: Mazzitelli sfrutta un calcio di punizione battuto morbido da Gaetano per girare verso la porta, Perin non vede partire la conclusione per via del molto traffico presente in area e per gli isolani arriva il premio per la partita di grande attenzione giocata fino a quel momento. La Juventus prova a reagire immediatamente con Spalletti che manda in campo subito Openda e Zhegrova a cui un quarto d'ora più tardi si aggiunge anche Conceicao. Ci sono alcuni minuti in cui i bianconeri hanno in campo contemporaneamente Yildiz, Openda, David, Zhegrova e Conceicao, ma nonostante questo non riescono a scalfire il fortino cagliaritano, complice anche la sfortuna sulla conclusione deviata del numero 10 turco che si vede l'urlo di gioia strozzato in gola dopo la respinta del palo. 

Il match si chiude dunque con la vittoria dei padroni di casa che si allontanano dalla zona retrocessione, mentre per i bianconeri i (folli) sogni di Scudetto vengono spenti definitivamente. 

Dal punto di vista del gioco non si può dire che il percorso di crescita della Juventus abbia subito uno stop, anzi. La sfida di Cagliari ha dimostrato che Locatelli e compagni giocano ora un calcio riconoscibile, aggressivo e molto più verticale rispetto a quanto visto in precedenza, tuttavia proprio questa maggior riconoscibilità ed efficacia scopre quali sono i tasti più dolenti di questa squadra. In una serata in cui il movimento di McKennie verso il centro dell'area di rigore è stato contenuto molto bene, David si è ritrovato spesso da solo a lottare contro un difensore fisico come Mina, perdendo ogni duello aereo; Miretti si è impegnato moltissimo, ma come è ormai noto tende a farsi prendere da un'eccessiva frenesia quando si tratta di andare ad attaccare gli ultimi sedici metri: tiri presi senza spiragli, passaggi teoreticamente corretti ma sbagliati sulla pratica. L'unico a mantenere un livello offensivo importante è stato, ancora una volta, Kenan Yildiz, il quale però non ha potuto godere neppure di un supporto decente da parte di un Cambiaso ancora una volta abulico in entrambe le fasi di gioco.

Per quanto potesse illudere la roboante vittoria contro la Cremonese di lunedì scorso, la rosa a disposizione di Spalletti ha degli evidenti problemi strutturali, soprattutto nel reparto offensivo. Non a caso la rete che ha sbloccato il match contro i grigiorossi è stata abbastanza fortunosa con Bremer che devia il tiro di un compagno, mentre contro il Sassuolo è stato addirittura necessaria un'autorete. Yildiz non può cantare e portare la croce, ha bisogno di compagni all'altezza o che sappiano trasformare in rete i suoi suggerimenti o che sappiano aprirgli gli spazi necessari per arrivare ad una conclusione pulita. Per questo i profili che vengono più accostati alla causa bianconera in questa sessione di mercato sono quelli di un trequartista "fatto e finito" e di un centravanti. Inoltre è necessario trovare un esterno difensivo di destra affidabile che possa far rifiatare Kalulu, in campo per tutta la partita anche ieri, vista l'ormai evidente bocciatura di Joao Mario.

Visto che dopo l'arrivo di Ottolini il team dirigenziale è ormai al completo, ora ci si aspetta che la Vecchia Signora sappia scattare anche sul mercato. Per poter tornare a competere a livelli più alti servono giocatori che sappiano colmare queste lacune strutturali, senza doversi ridurre alle "occasioni" che spesso si rivelano insoddisfacenti.