Poco più di un anno fa la proprietà della Juventus, delusa per l'andamento della squadra e la confusione in società, ha deciso di dare un colpo di spugna ai piani dirigenziali. All'epoca a farne le spese sono stati Giuntoli e Calvo, ma ora la storia sembra volersi ripetere di nuovo. Negli ultimi giorni a lasciare la Juventus è stato infatti il francese Damien Comolli, arrivato in bianconero in sostituzione dell'ex dirigente del Napoli e poi "promosso" ad Amministratore Delegato della Vecchia Signora. Il "trono" questa volta però è stato vacante solamente per qualche ora con la società piemontese che nell'annunciare le dimissione dell'ex presidente del Tolosa, ha contestualmente dato il benvenuto al nuovo Amministratore Delegato e Direttore Generale Giovanni Carnevali.
Per chi segue il mondo del calcio già da qualche anno il nome di Carnevali non suona certamente nuovo. Dirigente di lungo corso e tra i principali artefici dell'ascesa del Sassuolo fino alla massima divisione del calcio italiano, è stato protagonista di lunghissime trattative anche con le varie dirigenze bianconere che si sono succedute negli anni. Per i più smemorati basta ricordare quanto è durato il braccio di ferro per portare a Torino l'attuale capitano juventino Manuel Locatelli. Quello che resta da capire ora è come si incastreranno gli altri tasselli a partire da Ottolini e Modesto, mentre più sicuro della sua posizione sembra essere Giorgio Chiellini che resterà in organico della dirigenza come collante tra la parte sportiva ed i colletti bianchi. Mentre per quanto riguarda la panchina non dovrebbero esserci scossoni, anche se qualche flebile voce ipotizza un improbabile ritorno di Antonio Conte alla guida della Vecchia Signora.
La decisione di questo nuovo colpo di spugna non è arrivata a ciel sereno. La gestione di Comolli è stata piuttosto deludente sotto tutti i punti di vista, dal pasticcio che ha portato alla conferma di Tudor al termine della passata stagione, passando per un mercato eufemisticamente deludente nelle sessioni estive ed invernali, fino ad arrivare al mancato raggiungimento dell'obiettivo minimo stagionale, cioè la qualificazione alla Champions League. Inoltre gli spifferi dei soliti ben informati parlavano di un rapporto già incrinato con Spalletti, con la situazione che si sarebbe definitivamente rovinata per il mancato arrivo di Alisson e il non raggiungimento dell'accordo con Vlahovic per il rinnovo del contratto.
Ora con l'arrivo di Carnevali ci si aspetta una decisa variazione di tendenza sulla gestione del mercato. L'ex dirigente del Sassuolo ha dimostrato più volte di essere un ottimo mercante, sia per quanto riguarda gli affari in entrata che quelli in uscita. La sua conoscenza del mercato italiano e i rapporti stretti con gli altri dirigenti lo potranno rendere molto più efficace di quanto dimostrato dal suo predecessore. In particolare ci si aspetta quasi da subito una ricostruzione di uno zoccolo duro di giocatori italiani in casa Juventus: per questo si sprecano già voci su Ruggeri, Ndour e Frattesi, ma prima si dovrà necessariamente partire con lo sfoltire la rosa piazzando quei giocatori in esubero o non funzionali al progetto tattico di Spalletti. Il primo a lasciare Torino dovrebbe essere il portiere Di Gregorio, vicino al Besiktas del neo-tecnico Vincenzo Italiano, per una cifra di circa quindici milioni di Euro; successivamente si potrebbero intensificare le trattative per la partenza definitiva di Joao Mario a cui si sono interessate Bologna e Fiorentina. Lo scoglio più grande sarà invece quello rappresentato da Koopmeiners: l'olandese si è certamente deprezzato dopo due stagioni non all'altezza e il suo addio è quasi fisiologico, trovare una soluzione che possa accontentare tutti non sarà certamente semplice. In ingresso non dovrebbero saltare le trattative che erano già state ben avviate come quelle che portano all'argentino Emiliano "Dibu" Martinez, portiere attualmente in forza all'Aston Villa, e al norvegese Alexander Sorloth, attaccante dell'Atletico Madrid.
Non sarà semplice per Carnevali riuscire a ribaltare la rosa solamente in questa sessione di mercato, tra giocatori con poco mercato e vincoli dettati dal Fair Play Finanziario, ma i presupposti per avere presto un deciso cambio di rotta ci sono tutti.