Due sconfitte consecutive che hanno lasciato segni profondi. La Juventus e il Chelsea hanno punito un Napoli troppo svuotato per riaversi da un momento in cui le assenze giocano un peso determinante. Da una parte la fatica di chi non può rifiatare e dall’altra una decimazione che ha pochi precedenti.
Risultato, il terzo posto in condominio con la Roma e uno scivolamento verso il basso che allontana gli azzurri dalla vetta e li risucchia in una lotta per un posto in Champions che adesso si fa serratissima. E, dulcis in fundo, un’eliminazione dal girone europeo che trova le sue ragioni in altre partite. La sentenza inglese a Fuorigrotta era nell’aria, nonostante una prestazione di grande cuore da parte degli azzurri.
Con la Fiorentina il Napoli dovrà trovare le forze per ripartire in un campionato in cui gli azzurri sono già alla spia della riserva. E a domandare sacrificio sarà chi in parte non è ha più. La coppia Lobotka McTominay sta spingendo il carro da mesi. Di Lorenzo è l’elemento mobile di una corsia di destra che o da centrale o da esterno chiede al capitano di non fermarsi. E via fino alla punta di un attacco in cui Hojlund fa reparto da solo dal primo momento in cui ha messo piede a Napoli. Il ritorno di Lukaku fa da conforto per il futuro, ma di fatto non risolve ancora.
Contro una Fiorentina in piena lotta per non retrocedere Vergara sarà l’osservato speciale di un undici che in maniera sorprendente si ritrova a confidare nell’imprevedibilità di una terza linea. Senza Neres, Politano e il rispedito altrove Lang, Conte, forse anche un po’ per sua mancanza di fiducia a tempo debito, si ritrova un ragazzo talentuoso che ha tutta la voglia di entrare con ardore dentro i tormenti di un Napoli che ha bisogno di idee e di nuovi punti di riferimento.
Per la delicata trasferta al Maradona i toscani dovrebbero nuovamente contare su Kean e dovrebbero disporre di Piccoli, rientrato nel gruppo dopo il fastidio muscolare rimediato nella gara di Coppa Italia col Como, prossimo avversario proprio degli azzurri ai quarti di finale. A Vanoli resta solo il campionato, per una stagione che adesso deve concentrarsi su una salvezza per il momento non ancora scontata. A Napoli la Fiorentina dovrebbe giocare con la coppia Brescianini Fabbian in mediana e con Dodo e Gosens sulle corsie laterali.
Vanoli potrebbe anche impostare la sua gara sui duelli individuali, considerando la condizione atletica di un avversario che non può nemmeno contare su cambi considerevoli. Addirittura sul piano numerico. La gara di fatto potrebbe valere di più per il Napoli. Se gli ospiti hanno altre possibilità davanti rispetto al loro obiettivo, gli azzurri devono ritrovare morale e condizione mentale prima di tutto da un risultato positivo. Oltre la Coppa Italia, adesso c’è una lunga parte di campionato in cui Conte sa di dover tirare fuori qualcosa di buono.