Se quel pallone di Maggio avesse varcato quella linea di porta, se si fosse spinto pochi centimetri più in là. Quel 4-1 mancato a Fuorigrotta si rovesciò addosso ai sogni del Napoli nella gara di ritorno. A Londra la rete di Ivanovic allo scadere del primo tempo supplementare decretò l’eliminazione agli ottavi del Napoli di Mazzarri. Erano gli anni di Cavani e Lavezzi, di una squadra tutto cuore e compattezza, di un ritorno nella massima competizione europea dopo tanti anni.
Quei quarti di finale sfumarono dopo un doppio confronto con un Chelsea al bivio. Male all’andata e col cambio di allenatore al ritorno. Con Di Matteo poi vittorioso al termine del torneo. Un Chelsea cinico e attendista, in grado di soffrire sotto i colpi di Barcellona e Bayern Monaco. E quel Napoli a Londra patì proprio un infortunio. L’uscita di Maggio, sempre lui, dal campo sconvolse i piani tattici di un Napoli che fino a quel momento era riuscito a contenere i tentativi di rimonta del Chelsea e a rendersi anche costantemente pericoloso.
Adesso c’è tutto un altro Napoli a fare i conti coi ricorsi storici. Ancora il Chelsea tra gli azzurri e la possibilità di andare avanti in un torneo spesso avverso ai partenopei. Un’altra Champions, un’altra formula, per una sfida che Antonio Conte deve cercare di vincere per poter accedere ai sedicesimi di finale, quegli spareggi andata e ritorno che sono l’anticamera degli ottavi riservati alle prime otto della classifica finale. Quella zona a cui i londinesi possono ancora accedere.
Operazione disperata, per un Napoli senza tanti giocatori, senza troppi uomini in grado di fare quella differenza che nelle ultime settimane è stata orfana di nuovi e preoccupanti infortuni. Per il Chelsea dei ricordi inglesi di Conte l’allenatore del Napoli dovrà chiedere ancora una volta a McTominay e Lobotka di resistere senza possibilità di alternativa e di rifiato. Meret, forzato nell’impiego a Torino, non è ancora al meglio, ma dovrà comunque giocare. E via per una formazione senza cambi significativi e con assenze di organico che incidono ferocemente sia sulla formazione titolare che sulla panchina.
Rosenior avrà pronto il suo 4-2-3-1 con Caicedo e James mediani dietro la linea di trequartisti (Estevao, Fernandez e Pedro Neto) a supporto della prima punta Joao Pedro. Il Chelsea dopo il cambio di allenatore sta risalendo poco a poco la classifica di una Premier dove i blues adesso sono a un punto dalla zona Champions. Tuttavia la gara al Maradona ha un valore così importante che le motivazioni annulleranno ogni scoria pregressa. Il tasso tecnico dei londinesi è altissimo e le troppe partite steccate dal Napoli nel girone hanno ridotto gli azzurri a giocarsi il tutto per tutto con un avversario molto difficile da affrontare.
Quel marzo del 2012 è orma lontano nei ricordi di una squadra che pochi mesi dopo avrebbe inaugurato il suo ciclo nell’era De Laurentiis. Infatti quella stagione si concluse con la vittoria della Coppa Italia in finale con la Juventus proprio di Antonio Conte. Allora fresca vincitrice dello scudetto e imbattuta fino a quella partita. Da allora per il Napoli sarebbero state altre due Coppe Italia, due Supercoppe italiane e due scudetti. Prima di tutto questo fu una delusione. Adesso tra il Napoli e una possibilità che darebbe nuovi entusiasmi a una stagione complessa c’è di nuovo il Chelsea. Per una rivincita e una ripartenza.