La Nations League si integra con la nuova formula delle soste per le nazionali. Tre settimane di stop ai campionati e maggiore attenzione agli impegni con un torneo che, oltre a prevedere la possibilità di aggiungere un trofeo in bacheca, stabilisce connessioni ed equilibri inziali con gli altri tornei internazionali.

L’Italia di Roberto Mancini riparte dalla sfida col Belgio. Gara inaugurale per gli azzurri nella Nations League e partita importante perché al riavvio di un percorso in cui la nazionale tricolore ha bisogno di recuperare la sua storia. Tre campionati del mondo saltati sono troppo per una tra le squadre nazionali più titolate della storia del calcio.

La prima finestra stagionale per le nazionali dà appuntamento col Belgio, nazionale molto insidiosa proveniente da una Coppa del Mondo in cui i diavoli rossi non hanno affatto sfigurato, uscendo ai quarti di finale per mano dei campioni del mondo spagnoli. Ci è voluto un gol di Merino nei minuti finali per avere ragione di una squadra che vanta una qualità tecnica molto elevata.

Mark van Bommel, vecchia conoscenza del calcio italiano (l’olandese da calciatore ha militato nel Milan), in agosto è diventato la nuova guida tecnica della nazionale belga succedendo a Garcia. Il Belgio ha scelto un allenatore giovane che dovrà portare idee nuove a una squadra eterna promessa del calcio europeo, ma mai vittoriosa. La “golden generation”, della quale ormai restano pochi calciatori ancora dentro la selezione, ha garantito qualità e vittorie a diversi club europei, ma mai è riuscita a vincere riunita dentro la squadra nazionale.

De Ketelaere, Tielemans, Lavia e Moreira, per citarne alcuni, sono i talenti su cui fondare un nuovo corso, in cui uomini come De Bruyne, non più utilizzabile a tempo pieno, possono garantire quel riferimento di esperienza necessario per fare maturare i più giovani.

Lo storico dei precedenti più recenti tra Italia e Belgio vede gli azzurri nettamente avanti. L’ultima sfida significativa vinta dagli azzurri è certamente quella all’Europeo del 2020 (con in panchina proprio Roberto Mancini), ultimo e unico grande successo azzurro dal mondiale del 2006.

Per la gara all’Olimpico di Roma, valevole nel gruppo formato, oltre dagli azzurri e dai belgi, anche da Francia e Turchia, Mancini potrebbe optare per delle scelte nuove. Tra queste, Coppa al centro della difesa, con Romano in mediana (ad agire con Tonali e Barella) e il tridente formato da Kean, Esposito e Zaniolo, quest’ultimo in ballottaggio con Cambiaghi. 

Il 4-3-3 di Mancini potrebbe prevedere una maggiore duttilità proprio in fase offensiva, con Zaniolo ad agire da esterno sia alto che basso, a supporto di Kean ed Esposito sulla carta prime punte, ma pronte, soprattutto nel caso di Kean, a muoversi anche intorno e a sostegno delle zona centrale dell’attacco. Al di là degli aspetti di natura tattica, la sfida con i diavoli rossi dovrà servire agli azzurri soprattutto per ritrovare quella consapevolezza a lungo mancata negli ultimi anni. A favore di ricostruzione.