Il Napoli nella sua storia si è spesso ritrovato a fare i conti con equilibri decisivi a Torino con la Juventus. Certe rivalità portano con sé altri pesi e altre misure. Scudetti e momenti importanti spesso sono passa di lì. Talvolta col divieto altre volte con il libero accesso. 

Questo Juventus-Napoli vale una rivincita attesa da tempo per la Juve, spesso uscita sconfitta da questa sfida negli ultimi anni (gli ultimi 11 scontri diretti dicono die 2 vittorie bianconere contro le 7 degli azzurri) e una partita delicatissima per un Napoli fuori dalla zona qualificazione nel girone di Champions (i partenopei devono battere il Chelsea per arrivare ai sedicesimi) e con una distanza dalla vetta della classifica (l’Inter, anche se con una gara in più, ha 9 punti di vantaggio sugli uomini di Conte) che fino a qualche giornata fa non sembrava pronosticabile.

I numerosi infortuni conducono i partenopei a giocarsi una partita di grande significato senza molti giocatori importanti. Antonio Conte dovrò affrontare scelte non semplici in vista di una Juventus che, dopo il successo in Champions, vorrà riscattare anche la sconfitta di Cagliari. Il Napoli, infatti, più che pensare al primo posto, deve guardarsi da Roma e Juve, in una lotta per i quattro posti in Champions molto serrata.

L’incrocio Conte Spalletti asciuga i ricordi per lasciare posto a nuove riaffermazioni. A Napoli la Juve ha ceduto a un Napoli allora più solido e brillante, adesso i bianconeri hanno dalla loro un’inerzia potenzialmente più favorevole. Al di là dei numeri e dei risultati, gli azzurri arrivano a questa gara reduci da qualche delusione di troppo. Se non sconfitti, comunque scottati da qualche pareggio imprevisto e dallo scivolamento in classifica Champions che nell’intervallo di Copenhagen sembrava impronosticabile.

Lukaku, De Bruyne, Neres, Rrahmani, Politano, Mazzocchi, Gilmour, Meret e Anguissa è l’elenco di indisponibili e precari che grava sulle scelte quasi obbligate di Conte. Nelle ultime ore hanno destato preoccupazioni anche le condizioni di Milinkovic. Il Napoli potrebbe addirittura dover rinunciare a entrambi i portieri principali o, come trapela dallo spogliatoio, Meret potrebbe essere impiegato forzando i tempi di ritorno in campo dopo l'ennesimo infortunio. L’allenatore del Napoli potrebbe portare, nella migliore delle ipotesi, Anguissa e Lukaku in panchina, ma entrambi non saranno di certo impiegabili per una frazione rilevante di gara.

Senza Lucca e Lang, ceduti in questa sessione straordinaria di mercato, aspettando che arrivino nuovi calciatori, la formazione per la sfida di Torino dovrebbe prevedere la linea a tre dei centrali difensivi con Beukema, Juan Jesus e Buongiorno e ancora una volta Vergara ed Elmas a sostegno di Hojlund.

Spalletti, che potrebbe schierare Di Gregorio titolare, non dovrebbe rinunciare alla solita difesa a 4, con Kalulu e Cambiaso fluidificanti. Locatelli e Thuram andranno a giocare in copertura sulla linea dei trequartisti dietro la punta David. I due mediani bianconeri potrebbero svolgere un lavoro di marcatura e di pressione sui centrocampisti centrali del Napoli, mentre gli esterni di difesa andranno a sovrapporsi coi trequartisti senza però trascurare la fase difensiva.

Il Napoli da Torino a seconda del risultato riceverà un responso anche sui prossimi equilibri di campionato, laddove gli azzurri dovranno subito spostare l’attenzione all’altra partita pesantissima che li vedrà impegnati col Chelsea. Praticamente una sfida che varrà la prosecuzione o meno in Champions League. Per Antonio Conte è arrivata il momento più delicato della stagione fino ad ora. E il Napoli dovrà fare di tutto per dargli un senso che valga prosecuzione anziché interruzione.