Il Real Madrid per la Juventus è la suggestione ideale per provare a ritrovare il successo. Ai bianconeri la vittoria manca da 4 turni in campionato e non ha ancora vinto in Champions (due pareggi in due gare). Di certo la partita in Spagna non è tra le possibilità più semplici per interrompere una serie un po’ lunga senza vittorie.
Prima della rimonta che nel 1996 consentì alla Juve di eliminare il Real Madrid ai quarti di finale di Champions, i bianconeri avevano sempre dovuto cedere il passo agli spagnoli, sia nel 1962 che nella stagione 1986\87, quando a Torino la Juve era stata eliminata ai calci di rigore. Ma i due precedenti più amari per la Juventus restano certamente le due finali perse per mano delle merengues, prima nel 1998, per 1-0, e poi nel 2017, col sonante 4-1 rifilato dal Real di Cristiano Ronaldo.
La squadra di Xabi Alonso è prima in classifica nella Liga ed è a punteggio pieno nel girone generale di Champions. Dopo un’estate di rifondazione, con alcune apparenti difficoltà, il Real è venuto fuori con tutta la sua forza sin dall’inizio della stagione. I blancos giocano un calcio affidato a una duttilità tattica proveniente da un 4-3-3 pronto a trasformarsi in un 4-3-1-2 in cui Tchouameni è il punto di riferimento per la dettatura dei ritmi, mentre, oltre a Carreras sulla sinistra, sulla corsia di destra i madrileni possono contare sull’avvicendarsi di esterni bassi adattati e naturalmente disposti in altre zone di campo. La qualità di Bellingham e di Arda Guler costituiscono il supporto ideale per un reparto offensivo in cui Vinicius e Mbappe concorrono per “disputarsi” la palma di uomo decisivo. Per la sfida del Bernabeu la Juventus dovrebbe affidarsi a Gatti e Rugani al centro della linea difensiva, mentre Thuram, Locatelli e Koopmeiners andrebbero a formare la linea mediana dietro Yildiz e Vlahovic, per un 3-5-2 che dovrà prima di tutto arginare la spinta offensiva dei padroni di casa, sempre propensa a tenere alto il baricentro e a muovere il pallone attraverso un palleggio affidato alle qualità tecniche dei suoi numerosi campioni.
La Juventus potrebbe avere dalla sua la possibilità di contenere gli attacchi del Real e di provare a colpire gli spagnoli in contropiede. Le ultime uscite bianconere, però, non hanno fornito elementi rassicuranti dal punto di vista tattico. Il pareggio interno col Milan, arrivato dopo una gara in sofferenza, e la sconfitta di Como hanno restituito un undici in evidente involuzione prima e subito dopo la sosta. La sfida con i blancos ha la doppia chiave della verifica contro un grande avversario e dell’occasione di poter fare un risultato che abbia peso nel girone generale e negli equilibri mentali della squadra.