La stagione del Napoli sembra giungere al suo epilogo. È solo questione di aritmetica. La sconfitta del Como allontana i lombardi dal sogno Champions e la corsa degli azzurri con un occhio al quinto posto potrebbe presto lasciare spazio solo alla difesa della seconda posizione.
La Lazio ha espugnato il Maradona negli ultimi tre campionati. Quella che per i partenopei sembra essere diventata una bestia nera casalinga adesso rappresenta il passo ultimo per la garanzia in un posto utile alla qualificazione in Champions. Se Conte dovesse battere Sarri, il Napoli di fatto chiuderebbe il discorso con ampio anticipo.
I biancocelesti, che hanno già il pensiero alla semifinale di ritorno di Coppa Italia, dalla classifica hanno ben poco da chiedere. Un decimo posto che tiene la Lazio lontana dall’Europa e che avvia gli uomini di Sarri a un posizionamento che registrerà delusioni e malumori di fondo. A trasformare la stagione dell’altra sponda capitolina potrebbe appunto essere un successo nella coppa nazionale. Atalanta permettendo.
A Fuorigrotta le motivazioni pendono tutte dalla parte dei padroni di casa. Il pareggio di Parma reclama il suo immediato riscatto. Beukema e Buongiorno, Olivera dovrebbero formare la linea difensiva davanti alla doppia linea mediana in cui McTominay e De Bruyne dovrebbero fare da supporto alla punta centrale. Allisson scalpita, mentre Sarri scalda un 4-3-3 in cui cenni di turnover potrebbero lasciare rifiatare alcuni uomini.
Taylor e Basic agiranno da interni, con Isaksen, Dia e Zaccagni a formare il tridente offensivo per scardinare la retroguardia azzurra. Sul piano tattico la gara potrebbe sganciarsi da prudenze e cautele a impedire possibilità di gioco più coraggiose. Considerando che il Napoli dovrà cercare con più frequenza la via della rete, la Lazio dovrebbe poter muovere il suo gioco soprattutto sfruttando la rapidità dei suoi esterni.
Per il Napoli è tempo di chiudere i conti con un’annata attraversata da tante, troppe difficoltà. Nonostante tutto, quel secondo posto raggiunto quando sembrava difficile che gli uomini di Conte potessero arrivare tra le prime quattro, dice che la squadra conserva ancora quell’impianto solido e competitivo per cui è stata costruita.