Al Napoli non resta che l’obiettivo e la necessità di restare tra le prime quattro. L’eliminazione dalla Coppa Italia ha ristretto definitivamente il cerchio stagionale di una squadra che è stata costretta a sperimentare fino in fondo l’emergenza.
La sfida con la Roma sa poco di derby del sole e molto di cattivo tempo. I giallorossi inseguono a tre lunghezze di distanza e la gara di Fuorigrotta vale uno scontro diretto tanto delicato quanto decisivo per gli equilibri della lotta per una posizione utile alla qualificazione in Champions League. Un successo dei giallorossi allineerebbe entrambe come già successo in altri momenti della classifica, mentre una vittoria del Napoli farebbe scappare i partenopei.
McTominay non ci sarà. L’ennesimo big indisponibile per una squadra che da mesi sta facendo a meno di calciatori importanti. La squalifica di Juan Jesus costringe Conte a scelte obbligate, così come l’impiego in mediana di Elmas richiama inevitabilmente l’impiego di Giovane sulla corsia a ridosso di Hojlund. Buongiorno sembrerebbe favorito su Olivera per un posto sulla linea difensiva. Dall’altra parte Gasperini dovrà fare a meno di Dybala, con Soulé pronto a sostenere Malen al centro dell’attacco. Celik e Wesley saranno i due esterni a completare la mediana formata da Cristante e Pissilli in posizione centrale.
Il 3-4-2-1 di Gasperini potrebbe creare una sfida a specchio tra le due formazioni, col Napoli a muoversi su un modulo la cui duttilità talvolta coincide con quello che prevede i due trequartisti ad arretrare sulla linea intermedia tra l’attaccante e il centrocampo e con Hojlund ad abbassarsi a fare da sponda e rifinitore per gli inserimenti proprio di uno dei due esterni offensivi.
La Roma è una squadra che pareggia poco. I giallorossi sono tra le squadre più battute delle squadre nella parte sinistra della classifica, ma i capitolini restano saldamente ancorati alla lotta per la qualificazione in Champions. Una mancanza di equilibrio dovuta a una ricerca di gioco non ancora del tutto matura, ma efficace se riesce a trovare le soluzioni giuste in gara. Nel turno di andata il Napoli ha avuto ragione dei giallorossi non solo per la disponibilità di più uomini, ma perché la Roma è riuscita a venire fuori troppo in ritardo nell’arco dei novanta minuti.
Al Maradona gli equilibri saranno diversi. Gli azzurri arrivano a questa gara senza troppi giocatori e con altri ancora in fase di recupero. La squadra di Conte sta comunque esprimendo un gioco efficace e sta mostrando compattezza. Il problema è la capacità e la possibilità di mantenere un ritmo gara che risponda anche alla spinta dei cambi avversari. Il Napoli ne ha pochi e precari. E questo in una disputa di nervi potrebbe giocare la differenza. E ai padroni di casa non resta che un terzo di campionato da giocare per quello che è: l’ultima possibilità stagionale rimasta.