Il momento per il Napoli è tra i peggiori dell’era De Laurentiis. Si compone di avversità e scompostezze. Fino a un disorientamento che reagisce col silenzio e si accantona nessuno sa se per ritrovarsi o starsene in disparte punto e basta (l’annullamento della rituale conferenza stampa il giorno prima della partita è un altro sintomo di instabilità dell’ambiente). E a Fuorigrotta intanto arriva la prima in classifica. La Lazio di quel Gattuso di un Gattuso che con De Laurentiis non si lasciò proprio benissimo.
I biancocelesti per il Napoli sono diventati la bestia nera per eccellenza. Negli ultimi tre incontri di campionato al Maradona la Lazio ha sempre vinto. E tra campionato e Coppa Italia nelle ultime 8 sfide il Napoli ha vinto solo una volta. Uno storico ancora più deprimente se si vanno a guardare i numeri di una classifica in cui il confronto al momento appare impietoso.
La squadra di Gattuso in queste prime 10 giornate ha doppiato il Napoli. 28 punti a 14. Per una distanza siderale che in classifica detta entusiasmo per i laziali e desolazione per gli azzurri. Nella differenza reti i capitolini biancocelesti hanno 14 gol di vantaggio e la casella 0 sconfitte guarda dall’alto in basso le 4 battute d’arresto dei partenopei che, paradosso vuole, adesso devono guardarsi anche un po’ indietro da squadre in lotta per obiettivi ben più ridimensionati rispetto alla vigilia di stagione.
Gattuso fa ritorno a Napoli con la consapevolezza di un’opportunità. Un Napoli rimaneggiato e in crisi è l’avversario battibile per poter sognare l’allungo in classifica, considerando la sfida tra Inter e Como. Un allungo che, se dovesse concretizzarsi, consoliderebbe il sogno più grande di una squadra che nessuno avrebbe pronosticato capolista.
Per una sfida da reazione mentale Allegri non potrà contare su molti giocatori. E ormai questo non fa più notizia. Un ritorno alla difesa a tre con Lang e Politano ad assumersi le corsie esterne nei compiti tattici e un attacco con De Bruyne alle spalle di Hojlund è la soluzione possibile per una partita con cui il Napoli deve provare a mettersi alle spalle, per quanto possibile, i 6 gol subiti tra Juve e Porto e una situazione interna al limite del crollo definitivo.
Gattuso dovrà fare a meno di Zaccagni, infortunato. In conferenza stampa il tecnico della Lazio ha espresso dubbi anche sulle condizioni fisiche di Tavares e Gudmunsson, mentre Rovella e Marusic saranno disponibili. Il 4-3-3 del tecnico calabrese dovrebbe affidarsi agli interni Frattesi e Taylor, con Cancellieri e Isaksen a sostegno di Noslin in attacco.
Sul piano tattico il copione della gara dovrebbe suggerire una partita aperta. La Lazio giocherà per vincere, mentre il Napoli potrebbe far suo il fattore campo (anche per cercare di infrangere un tabù statistico) per sfruttare le verticalizzazioni rapide di De Bruyne, McTominay e Hojlund.
Al di là di ogni valutazione e ipotesi tecnica, la sfida al Maradona è molto importante per entrambe le squadre. Per la Lazio le ragioni sono di classifica e di ulteriore rinvigorimento della spinta psicologia. Per il Napoli un risultato positivo varrebbe la possibilità di allontanare fantasmi più inquietanti di quanto si possa immaginare. E Allegri in questo momento è quello che più di tutti ha necessità di scongiurare il tracollo.