L’anno scorso il Napoli a Como affrontò la paura di dover abbandonare il sogno tricolore. La sconfitta subita dai lariani grazie a due grottesche disattenzioni difensive allontanò gli uomini di Conte dalla vetta, danneggiando l’impianto psicologico che fino a quel momento aveva contato su una solidità ai limiti dell’imbattibilità.
Dopo quella gara, però, gli azzurri seppero subito recuperarla, quella capacità di non perdere, nemmeno nelle situazioni più complicate. In questa stagione in cui il secondo posto e il posizionamento Champions sono gli ultimi obiettivi rimasti ai partenopei, davvero molto vicini al piazzamento nell’Europa delle grandi, la trasferta di Como assume i toni dell’ultima verifica, di un banco di prova utile a testare la rielaborazione necessaria nell’annata dei tanti infortuni.
Il Como è ormai una specie di tabù per gli azzurri. Negli ultimi sette confronti tra campionato e Coppa Italia, il Napoli ha avuto la meglio sui lariani solo una volta. Addirittura cinque sconfitte e un pareggio corredano un avversario che se un tempo era quasi sempre vittima sacrificale, adesso pare assumere il volto di occasione ostile e povera di risultati. Quest'anno i comaschi hanno anche eliminato gli azzurri al Maradona ai calci di rigore.
Il gioco di Fabegras da una parte e la conservazione di Conte dall’altra. In realtà due falsi miti. Uno è s propenso a un gioco propositivo, ma in diverse partite non ha comunque rinunciato ad atteggiamenti più prudenti, in special modo nelle sfide proprio coi partenopei. L’assetto tattico di Conte, invece, ha cambiato nel tempo le sue caratteristiche, puntando su un possesso palla più lungo e sugli inserimenti dei centrocampisti. Conte e Fabregas, il primo allenatore del secondo ai tempi di quel Chelsea in cui entrambi hanno trovato titoli e gloria. Una storia tormentata per Conte, una più lunga e significativa per l’allenatore spagnolo.
La classifica per il Como parla chiaro. I lombardi non possono permettersi una sconfitta e la vittoria è l’unico risultato per tenerli ancora dentro la lotta per il quarto posto. Il Napoli a Como avrà invece due risultati su tre. Il secondo posto e gli otto punti sulla quinta consentono agli azzurri una gestione più serena di un margine rassicurante. Tuttavia Conte ha necessità di chiudere definitivamente un discorso che, una volta archiviato, aprirebbe quello di una probabile programmazione per il futuro. Prima, per, c’è da infrangere un tabù.