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Milan, Giampaolo: "A Torino ci è mancato il secondo gol. Piatek meglio da centrale"

Le parole del tecnico rossonero


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Domani sera il Milan affronterà la Fiorentina, il tecnico Giampaolo torna sulla sconfitta di Torino: "Abbiamo avuto il torto di non chiudere la partita, è quella la strada per portare a casa la vittoria. Abbiamo perso alcune coordinate, non abbiamo fatto un buon filtro per far lavorare la difesa. Per buona parte della gara mi sono divertito, la squadra trovava certezze nelle giocate. La gestione di alcuni momenti non è stata ottimale, poi il giudizio viene influenzato dal risultato finale".

Leao e Piatek bene insieme: "Piatek in quella posizione ritrova il suo habitat, è abituato a giocare lì. Leao ha le caratteristiche per giocare a sinistra. Dobbiamo cercare di portare molti giocatori nella metà campo offensiva. Loro due non escludono gli altri, io sono attento a quello che i calciatori riescono a dare nel collettivo".

La miglior difesa: "Credo che si possa difendere migliorando il possesso palla. La squadra ha temperamento, bisogna essere bravi a gestire meglio il possesso palla quando c'è reazione da parte degli avversari. Non ci sono gare in cui si riesce a dominare per 95', in quei minuti bisogna limitare l'avversario con le abilità tecniche".

Avanti col 4-3-3: "Col 4-3-3 dobbiamo essere bravi a portare i giocatori vicini a Piatek, sono dinamiche differenti rispetto al lavoro che abbiamo fatto prima. La squadra vive di piccoli dettagli, dietro c'è un lavoro certosino che i miei calciatori sono attenti a sostenere".

Sui nuovi: "Hernandez è stato un mese e mezzo fuori, ha spessore fisico, ha impeto, ha strapotere, è un giocatore molto propositivo ma è stato fuori. Bennacer idem, Leao stesso discorso. Quelli che hanno giocato prima non sono calciatori da meno. Il Milan non ha undici giocatori, con undici giocatori siamo morti".

Recuperato Paquetà: "Paquetà ieri si è allenato con la squadra, non ha avuto nessun danno muscolare e può giocare".

Su Calhanoglu: "Hakan mi è piaciuto, è un giocatore forte, non è un giocatore qualunque, sa giocare e cucire, ha spirito".