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Italia fuori dal Mondiale, torna a parlare Ventura: "Senza la Spagna qualificati con due mesi di anticipo"

L'ex CT e attuale allenatore della Salernitana torna a parlare della debacle che ha segnato il calcio italiano


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Una macchia che non potrà mai essere cancellata dagli annali del calcio italiano e dalla carriera di Giampiero Ventura. La mancata qualificazione dell'Italia dai Mondiali di Russia 2018 è una ferita ancora aperta e lo stesso tecnico, attualmente alla Salernitana, ne parla in una lunga intervista concessa a Radio Anch'io lo Sport: "Se sono capitato sulla panchina della Nazionale nel momento sbagliato?Ma no, forse avrei dovuto pensarci quando ho accettato che non era la cosa più giusta da fare. Ho accettato con il cuore, chi lo fa nel calcio spesso sbaglia, bisogna avere più raziocinio. Se non ci fosse stata la Spagna ci saremmo qualificati con due mesi di anticipo. Me ne dispiaccio, non tanto come ct, bensì come tifoso. Al 4-3 di Rivera, contro la Germania, esultai".

LA NAZIONALE DI MANCINI - "C'è un percorso straordinariamente positivo, basti pensare alla qualificazione con tre partite di anticipo. La cosa migliore è quest'infornata di giovani, questa crescita esponenziale, dai Chiesa ai Bernardeschi per arrivare a Sensi e Barella. Mancini ha seminato per creare lo zoccolo duro per l'Italia del futuro, molti stanno facendo esperienza, le coppe, è un'immagine positiva. Faccio i complimenti a Mancini, spero che l'Italia possa tornare dove merita, io ne sono il primo tifoso.Credo che solo ed esclusivamente la crescita di giovani di qualità possa fare aprire cicli. Poi il grande merito è dare la possibilità a questi ragazzi di crescere, di dare esperienza. Quando ho convocato Barella in molti si stupirono, ora gioca nell'Inter, a Barcellona, è una crescita per la Nazionale. È un augurio, il mio, che sia iniziata la crescita".

L'ESPERIENZA ALLA SALERNITANA - "L'obiettivo era quello di ricostruire qualcosa, negli ultimi tre anni la Salernitana ha vissuto annate difficili. Lotito e Mezzaroma mi hanno detto che c'era da ricostruire, sono tornato sul campo di calcio, è stata la mia vita, c'è la voglia di fare qualcosa di duraturo per Salerno. Il clima è cambiato, abbiamo la squadra più giovane del campionato, ce ne sono molti che si affacciano, chi per la prima volta e chi tramite il lavoro".