Le 7 cose da non fare durante l’asta del Fantacalcio

  • 5 agosto 2017

SETTE ACCORGIMENTI PER NON GETTARE AL VENTO L’ASTA ESTIVA

di Pietro Turchi

L’asta estiva è l’appuntamento più importante di tutta la stagione, essendo il momento che deciderà le sorti del vostro anno fantacalcistico. Per questo motivo è importante arrivare al giorno prefissato con la giusta preparazione, basata su studi approfonditi, ma soprattutto con le idee chiare. Tutto il bagaglio di esperienza racimolata durante l’estate potrebbe, a causa di fattori esterni, svanire improvvisamente in sede d’asta. Per questo non saranno fondamentali solamente le conoscenze, ma, ancora di più, l’approcciarsi all’ambiente in cui verranno svolte fisicamente le trattative. Dalla collocazione, alle persone che vi circonderanno, ecco le 7 cose da non fare all’asta del Fantacalcio.

1) SPERARE DI FINIRE PRESTO
Non pensate che l’asta del fanta sia una cosa per tutti. Non è come andare al cinema o come fare un giro in centro. L’asta pretende le vostre energie e il vostro tempo. Quando uscite di casa non annunciate mai l’orario di rientro, ma preparatevi, piuttosto, al peggio: “Stanotte dormo fuori…”. Evitate di prendere appuntamenti post-asta e soprattutto non credete di potervela cavare “…in un paio d’ore”. Più avrete fretta, più l’asta si dilungherà con “pause paglia”; più avrete sonno, più le aste si arroventeranno. Mettetevi il cuore in pace o comprate tutti gli attaccanti dalla A alla F.

2) PRESTARE IL MATERIALE
Mai prestare le vostre liste o, ancor peggio, i vostri appunti. L’asta esige crudeltà e pertanto chi non è organizzato merita di marcire comprando i peggiori elementi del sistema. Preparatevi la frase fatta: “Non posso, ci sono segnati i miei obiettivi…” per allontanare gli speranzosi o, se siete veramente dei fenomeni, presentatevi con un surplus di liste fallate, magari della passata stagione, da distribuire ai più insistenti.

3) ATTIVITA’ EXTRA
Per condurre al meglio la vostra asta è necessario essere collegati mentalmente al 100%. Disinstallate tutti i giochi che avete sullo smartphone, silenziate i gruppi su WhatsApp, evitate di rispondere ai messaggi. Insomma, isolatevi completamente dal mondo esterno. Niente deve turbare il vostro stato fisico-mentale, perché niente sarà più importante di ciò che accadrà dentro quella riluttante stanza da percentuale di testosterone tendente all’infinito.

4) ASCOLTARE SUGGERIMENTI
Se c’è un luogo dove nessuno ti dirà mai nulla in buona fede, quello è la sede dell’asta. Se siete in difficoltà o indecisi, piuttosto di ascoltare la voce di un fantallenatore rivale, tirate un dato. Vi proveranno a spacciare Acquafresca per un buon attaccante o il trittico di portieri del Crotone come certezza da bonus imbattibilità. Tappatevi le orecchie e fate di testa vostra, a costo di acquistare Antenucci come punta di diamante.

5) PERDERE LA TESTA PER I BENIAMINI
Il ritorno al Genoa di Palladino e il rinnovo di Ciccio Brienza avevano parzialmente mitigato il tuo malessere per non poter comprare nuovamente Rosina, che nel 2013-2014 seguì il Siena in B? Il tandem Maccarone-Gilardino doveva essere per forza tuo, così come l’ultimo anno del sempiterno Totti? Male, male. Perdere la testa per i propri beniamini è uno dei modi peggiori per affrontare l’asta. E’ dura resistere al proprio cuore, ma in ambito fantacalcistico lo sforzo verrà ripagato.

6) ARRIVARE TARDI
Ora, a parte Re Artù nessuno possiede una tavola rotonda o, se la possiede, non vi inviterà mai a fare l’asta a casa sua. Detto ciò, arrivare tardi significa doversi accontentare del posto peggiore di tutti, probabilmente su uno sgabello, nell’angolo e con le gambe del tavolo tra le tue. Potrebbe andare peggio, finendo addirittura per essere il più vicino al frigo e, in tal caso, tra un centrocampista e un altro, saresti certamente il cameriere designato della serata. Un’intera asta in condizioni precarie non vi sarà per niente d’aiuto.

7) PRENDERLA GROSSA
Per sopravvivere è indispensabile una buona scorta di viveri, con l’immancabile selezione di birra e distillati. Avrete due scelte: mantenere la calma sorseggiando alla Gatsby o aprire le stive e prenderla enorme. Nel secondo caso sarete la persona più odiata nella stanza, metterete a dura prova la pazienza anche del più buono e vi sveglierete il mattino successivo con una rosa di 25 bidoni mai sentiti prima. In tal caso, buona fortuna.