Il circolo vizioso del fantacalcista anonimo. Le 7 fasi

  • 5 agosto 2017

CONTINUERETE A SOFFRIRE, CARI MIEI

di Samuele Olla

Il Fantacalcio è una passione. Un gioco divertente che ti fa sentire sempre giovane, che ti fa restare in contatto con gli amici di una vita, che ti fa seguire in maniera ancora più certosina tutte le vicende calcistiche.
Tutte cazzate! Il Fantacalcio è una malattia. Crea dipendenza e non riesci a liberartene. Condanna amicizie altrimenti destinate all’eternità, aizza la volgarità insita nell’animo del più educato dei fantapresidenti. La verità è nel mezzo (ne siamo sicuri?) ma una cosa è certa: la dipendenza. Quella che ti fa avere voglia di consultare le probabili, ti fa studiare a memoria la lista degli infortunati ed analizzare i possibili tempi di recupero e tanto, tanto altro.
Come si arriva allo status di “dipendente da fantacalcio”? Le fasi sono differenti così come i percorsi che però, inevitabilmente, riconducono sempre al punto di partenza di questo indistruttibile circolo vizioso.

#1 LA FAME
Fine luglio. Agosto alle porte. La ricerca della notizia è spasmodica. Superate le settimane successive alla fine della stagione calcistica precedente, ti entra in testa una parolina magica che stuzzica quella voglia malcelata in riva al mare dove, infastidito dalla sabbia e dalle sentenze in dialetto riguardanti l’arrivo in Italia di Tevez, inizi a realizzare che le squadre sono partite in ritiro. Ah, il ritiro! La Fiorentina segna 9 gol all’Atletico Van Goof e non ti lasci scappare la formazione iniziale mandata in campo da Montella: poco importa che manchino i big, quella doppietta di Wolski non passerà inosservata. Ti segni il nome nell’ideale taccuino che nascondi nei meandri del tuo surriscaldato cervello, guardi in faccia i tuoi possibili rivali che condividono la giornata estiva con te, non dici niente ma ridi interiormente: un nome buono ce l’hai già.

#2 L’ORGANIZZAZIONE
Ti svegli con un’ansia pazzesca. Ti senti in colpa e arrivi quasi a credere che la tua passione si stia affievolendo. Per riparare a tutto ciò, scendi dal letto, non fai colazione, ti siedi davanti alla scrivania e, nonostante l’era del progresso tecnologico che stai vivendo, prendi un foglio, una penna e compili le fasce per l’asta. Portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti; prima, seconda e terza fascia. In rosso gli obiettivi principali, con l’asterisco gli infortunati, in maiuscolo le possibili sorprese. Impieghi dalle 5 alle 6 ore per compilare un foglio che, in ogni caso, ricopierai più tardi su Excel. Quando finisci ti rendi conto d’aver recuperato il tempo perso e ti ritrovi con la coscienza più pulita del bidet di Mastrolindo. Peccato che l’asta sia lontana ancora un mese e che quella maledetta lista diventerà obsoleta a partire dal giorno seguente alla sua compilazione.

#3 IL GIORNO DELL’ASTA
Il massimo della tensione: in qualche ora deciderai il tuo prossimo anno. I rapporti dei prossimi 9 mesi con famiglia, ragazza, amici dipenderanno esclusivamente dall’andamento dell’asta. Arrivi nel luogo (possibilmente lo stesso di quello dell’anno precedente) in cui urlerai, bestemmierai, ti divertirai, piangerai. Sei uno dei primi. Sistemi il tuo notebook, tiri fuori il foglio stropicciato realizzato durante la fase #2, cerchi di parlare il meno possibile e ti concentri. Il tic che ti provoca un movimento involontario della palpebra destra non ti è ancora passato ed è un buon segno: non stai sottovalutando l’impegno.

#4 LE IMPRESSIONI ILLUSORIE POST-ASTA
Se ad asta terminata sei soddisfatto della rosa a tua disposizione mettiti l’anima in pace e preparati a vivere una stagione di delusioni e sberleffi incontrollabili. Se invece pensi di non aver fatto del tuo meglio ritrovandoti con degli elementi che non ritieni all’altezza della storia e della tradizione della tua fantasquadra allora rallegrati, sarà la classica stagione nella quale ti ritroverai in rosa il Nocerino di due anni fa o lo Dzemaili dell’anno scorso.

#5 IL BIVIO
Il punto della svolta che ogni fantapresidente si trova ad affrontare dopo un numero di giornate non inferiore a 11:
a) è il tuo anno, tutto va (e andrà) per il verso giusto. È fortuna ma non c’è alcuna possibilità che questa spiegazione ti entri in testa ed inizi già a pensare alle prese in giro da dedicare ai tuoi avversari a fine stagione. Sei sicuro che ogni anno andrà meglio e il tuo amore per questo gioco aumenta in maniera incondizionata. Sei pronto per ritornare fiero e motivato alla fase #1 ;
b) sei disgustato per l’annata infausta, ingiusta, maledetta che stai affrontando. Non te ne va bene una e continui a maledire quel giorno di fine agosto in cui scegliesti Destro al posto di El Sharaawy. Dopo aver utilizzato tutte le 10 scuse che motivano una sconfitta a fantacalcio – ed essere inevitabilmente arrivato all’ultima – ti rendi conto della situazione e rinunci a qualsiasi velleità d’alta classifica. Puoi passare alla prossima fase.

#6 IL DISGUSTO REALE
È la fase in cui vengono a meno le motivazioni e – momentaneamente – l’amore per il mondo del calcio (e non solo). Non consegni la formazione (nel tentativo di indirizzare la più acida delle ripicche verso un antagonista casuale) oppure la consegni schierando i primi 18 che ti vengono in mente o gli stessi della settimana precedente. Il lunedì te ne strafotti dei risultati e il tuo account Fantagazzetta va in disuso. Ti stai disintossicando. Ti chiudi in te stesso, la tua bacheca di Facebook non è più la stessa senza i continui commenti riguardanti la doppietta di Angella o l’autogol di Astori. I tuoi amici si preoccupano, sei apatico, non reagisci. Il campionato si conclude e tu non ti rendi conto di chi sia retrocesso, di chi sia andato in Champions. Non ti rendi conto di niente.

#7 IL FINTO ADDIO
Si manifesta nel momento in cui con un post strappalacrime (e credendo di avercela fatta) annunci il tuo addio al fantacalcio: “Non ce la faccio più a seguire la squadra. Troppo lavoro, troppi impegni, voglio il fine settimana libero. E poi è un gioco ingiusto, vincono sempre quelli che non capiscono niente, non ho più voglia di accettare certe beffe indigeribili. È arrivato il momento di crescere, ho passato delle stagioni indimenticabili, ho incontrato delle persone stupende ma è arrivato il momento lasciare il posto a qualche giovane speranza che abbia più voglia e talento di me”.
I tuoi colleghi, compagni di mille battaglie, leggono increduli e cercano in tutti i modi di dissuaderti, esponendo tutta una serie di ragioni che dovrebbero esortarti a fare un piccolo passo indietro. Tempo sprecato. Tu sei già passato alla prossima fase.

#1 LA FAME
Fine luglio. Agosto alle porte. La ricerca della notizia è spasmodica. Superate le settimane successive alla…

[loop]