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Fiorentina, Pradè: "Volevamo Suso e Politano, ma erano incedibili. Avevo un budget alto, ma..."

Le parole del direttore sportivo gigiliato al termine del calciomercato


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Finito il calciomercato, il direttore sportivo della Fiorentina, Daniele Pradè, ha fatto il punto su tutte le trattative in entrata ed uscita. Ecco le sue parole: "Sono qua per prendermi le responsabilità, nel bene e nel male, in quanto uomo mercato. Avevo chiesto pazienza, ora chiedo comprensione. Abbiamo deciso di lavorare su questi giovani, sono delle piantine che vanno annaffiate e fatte crescere. Penso ad esempio a Ranieri: è un calciatore forte, ha fatto un errore ma è stato attaccato. Vedrete che la prossima volta non lo rifarà".

SALDO MERCATO - "È 5 milioni in passivo, considerando tutto. Il presidente mi ha dato carta bianca col budget, avevo una cifra molto più alta. Ma spendere tanto per spendere non serve. C'è il mercato di gennaio e c'è un anno di transizione sportiva da portare avanti. Operazioni che mi hanno deluso? Nessuna, siamo stati chiari. All'inizio abbiamo detto che Chiesa non era in vendita e alla fine è rimasto. E le altre società hanno fatto lo stesso. Udinese e Sassuolo sono società solide, Politano e Suso non erano in vendita per Inter e Milan. L'unico che abbiamo lasciato andare è Raphinha per un discorso di costi, poi abbiamo scelto fra Ghezzal e Oudin, il primo ci dava caratteristiche che non avevamo".

PEDRO - "L'operazione partiva da 20 milioni, l'abbiamo preso a cifre più basse. Poi abbiamo completato la difesa con Caceres e Dalbert, trattenuto Ceccherini e preso l'esterno sinistro".

NAINGGOLAN E DE ROSSI - "Nainggolan è stata più una notizia mediatica, è uscito tutto in un giorno ma è giusto che sia andato a Cagliari. De Rossi è come un fratellino, la scelta che ha fatto dimostra una volta di più il calciatore e l'uomo che è. Quindi non ho delusioni".

MURIEL - "Quando siamo arrivati l'opzione d'acquisto era scaduta, non era più nel circuito fiorentino. Non si è parlato di altro perché era già rientrato a Siviglia".

TONALI E DE PAUL - "L'idea futura è quella di prendere tanti giocatori italiani e del territorio. Inizieremo dal settore giovanile, sarà un lavoro lungo, ma questa è l'idea. Il presidente e Joe tengono ai rapporti con le società, per questo io non posso parlare col giocatore. Il loro rapporto con Cellino è forte. Tonali ci piace, è forte. All'assemblea di Lega Joe ha parlato con Cellino, il quale ha detto di non volerlo vendere e per questo abbiamo chiuso con quell'idea. La stessa cosa vale per De Paul: abbiamo un grande rapporto con Pozzo, lo sa il presidente e lo sa Claudio Vagheggi che ha un ottimo rapporto con gli agenti del ragazzo".