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Calciatori decisivi: chi ha portato più punti in Serie A nel '13-'14?

L’approccio di base parte dall’ipotesi che un giocatore incida positivamente per la sua squadra quando è in campo nel momento in cui il suo team segna un gol che migliora in maniera rilevante il risultato


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In uno sport come il calcio dove forza degli avversari, dei compagni, condizioni fisiche e ambientali, la posta in palio, fortuna e sfortuna incidono in maniera rilevante, è particolarmente difficile andare alla ricerca di statistiche che indichino in modo chiaro quanto un giocatore incida e sia importante per le sorti della propria squadra. La settimana scorsa vi abbiamo presentato una graduatoria calcolata da Antonio Bomba tenendo conto dei gol fatti e subiti dalle rispettive squadre di appartenenza mentre ogni giocatore era in campo. Nel tentativo non di dare una risposta univoca, ma perlomeno di avere più vedute in proposito che ci aiutino ad avere una visione globale sull’argomento, ho approntato un’ulteriore diversa statistica che tenta di misurare l’incidenza di ogni giocatore secondo criteri diversi da quelli legati ai gol fatti e subiti.

L’approccio di base parte dall’ipotesi che un giocatore incida positivamente per la sua squadra quando è in campo nel momento in cui il suo team segna un gol che migliora in maniera rilevante il risultato (ovvero quando quel gol permette di passare da una sconfitta a un pareggio oppure da un pareggio a una vittoria). 

Per applicarlo alla realtà, ho deciso per ogni partita di dare 0 punti ai giocatori che dal momento in cui hanno fatto il loro ingresso sul terreno di gioco al momento nel quale sono usciti non hanno visto il risultato cambiare (una vittoria è rimasta vittoria, un pareggio è rimasto pareggio, una sconfitta è rimasta sconfitta, indipendentemente da quante volte il risultato sia effettivamente cambiato in termini di gol nel corso della partita). Esempio: un giocatore entra in campo nella formazione titolare ovviamente con il risultato di 0-0, esce al 70’ sul 2-2 e poi la sua squadra vince 4-2. In questo caso lui prenderà 0 punti perché entra con le squadre in pareggio ed esce con le squadre ancora in pareggio.

 

2 punti a chi entra con il risultato in pareggio ed esce con la sua squadra vincente. 3 punti a chi entra con la sua squadra in svantaggio e contribuisce con la sua presenza in campo a ribaltare il risultato. 1 punto a chi entra con la sua squadra in svantaggio e la aiuta a pareggiare la partita. Stesso procedimento, ma in negativo, per chi dopo il suo ingresso vede la sua squadra peggiorare. -1 per chi passa da pareggio a sconfitta, -2 per chi passa da vittoria a pareggio, -3 per chi passa da vittoria a sconfitta. Per le partite di coppa con la regola del doppio confronto andata-ritorno, si considera pareggio un risultato che porterebbe ai supplementari (nel ritorno invece una sfida che termina ai rigori) e vittoria un risultato che qualificherebbe la propria squadra se non ci fossero altri gol (quindi anche un 1-1 in trasferta nell’andata per esempio). Se una squadra comincia il ritorno in vantaggio, per chi viene schierato titolare non è possibile fare meglio di 0 punti (perché può solo contribuire cercando di mantenere il vantaggio acquisito da chi è sceso in campo nella partita di andata), così come se si comincia il ritorno in svantaggio un titolare non può fare peggio di 0 punti (perché non si può essere ritenuti colpevoli di una situazione di svantaggio pregressa). Per evitare svantaggi per chi gioca troppe partite di ritorno in una squadra che ha già vinto l’andata (collezionando quindi degli 0 un po’ “immeritati” che però farebbero media) ho deciso inoltre di considerare ogni andata-ritorno di coppa come una sola partita, assegnando a ogni giocatore la somma dei punti realizzati in quelle due partite con il metodo appena descritto.

 

Con questo sistema di punteggio, ho creato per ognuna delle “sette big” (Juventus, Roma, Napoli, Fiorentina, Inter, Milan e Lazio) sei classifiche di rendimento:

1) punteggio totale stagione: somma dei punti in tutte le partite stagionali

2) punteggio medio totale stagione: somma dei punti in tutte le partite stagionali divisa per le partite giocate

3) differenza partite vinte-perse stagione: differenza fra la percentuale di partite vinte e perse (espressa in millesimi di punto e calcolate sul totale delle partite giocate) in tutta la stagione. Questa classifica serve per analizzare più accuratamente l’impatto decisivo rispetto alle semplici somme aritmetiche o alle medie di punti.

4) punteggio totale solo campionato: somma dei punti realizzati in campionato

5) punteggio medio solo campionato: somma dei punti realizzati in campionato divisa per le partite giocate

6) differenza partite vinte-perse solo campionato: differenza fra la percentuale di partite vinte e perse (espressa in millesimi di punto e calcolate sul totale delle partite giocate) nel solo campionato.

 

Una volta calcolate queste classifiche, ho cercato il modo di correggere la distorsione creata in alcuni casi dai punti realizzati dai giocatori che entrano nella seconda frazione di gioco. Se da una parte questi hanno il vantaggio di poter evitare più facilmente i punteggi negativi, dall’altra vedono i loro punteggi medi e la differenza percentuale influenzati in maniera importante dagli 0 ottenuti giocando pochi minuti a partita in incontri spesso col risultato già deciso. Per questo ho deciso di calcolare altre quattro classifiche, eliminando dal conteggio di medie e differenza vinte-perse il conteggio delle partite in cui un giocatore è stato in campo per meno di un tempo e in cui il risultato (inteso come vittoria, pareggio o sconfitta) non è mai variato durante la sua permanenza in campo:

7) punteggio medio totale stagione esclusi spezzoni (Media Corretta): somma dei punti in tutte le partite stagionali divisa per le partite giocate per almeno un tempo o che hanno visto il risultato variare con i giocatori in campo.

8) differenza partite vinte-perse stagione esclusi spezzoni (Differenza W/L Corretta): differenza fra la percentuale di partite vinte e perse in tutta la stagione considerando le partite giocate per almeno un tempo o che hanno visto il risultato variare con i giocatori in campo.

9) punteggio medio totale campionato esclusi spezzoni: somma dei punti realizzati nelle partite di campionato divisa per le partite giocate per almeno un tempo o che hanno visto il risultato variare con i giocatori in campo.

10) differenza partite vinte-perse campionato esclusi spezzoni: differenza fra la percentuale di partite vinte e perse (espressa in millesimi di punto) nelle partite di campionato considerando le partite giocate per almeno un tempo o che hanno visto il risultato variare con i giocatori in campo.

 

Il sistema non è esente da possibili osservazioni e critiche. In primo luogo non viene dato peso alla difficoltà delle partite, volendo privilegiare più il calcolo dei punti effettivamente portati a casa che l’analisi della forza delle avversarie contro le quali sono stati ottenuti. Inoltre è del tutto evidente che non tutti gli undici giocatori in campo hanno gli stessi meriti (o demeriti) in caso di vittoria (o sconfitta) della propria squadra. Quindi parte dei dati ottenuti possono dipendere dalla fortuna di aver affrontato un incontro con dieci compagni di squadra all’altezza o dalla sfortuna di aver giocato con dieci compagni di squadra non in gran forma. Infine, le cinque tabelle dei totali mettono insieme competizioni differenti e questo porta nei dati un’ulteriore distorsione. Per questo ho deciso di proporre anche i dati relativi al solo campionato, più omogenei fra loro.

A mio avviso, pur essendo lontano dall’esprimere un risultato perfetto e incontestabile sui giocatori più decisivi di ogni team, i dati sono comunque interessanti per vedere chi era in campo nei momenti migliori della propria squadra. Se per suoi meriti o, se mi permettete la battuta, come semplice portafortuna, sta al giudizio del lettore deciderlo…

 

Analizziamo quindi i risultati squadra per squadra relativi alla stagione 2013/14, dando un’occhiata prima alle cinque tabelle costruite sull’intera stagione e poi a quelle riguardanti i soli risultati in campionato. Domani proporrò le stesse classifiche relative alla stagione in corso. Osservando che meno partite vengono giocate più i risultati possono essere influenzati da grande variabilità, ho deciso di segnalare in grassetto i giocatori che per ogni classifica considerata hanno giocato meno della metà delle gare valide. I dati di questi calciatori sono meno significativi rispetto a quelli dei titolari (o quasi titolari) di ogni squadra e vanno considerati un po’ come “fuori classifica”.

 

JUVENTUS

TOTALE

 

 

Partiamo dalla squadra campione d’Italia in carica, che utilizzo anche come primo esempio pratico di come leggere i risultati delle tabelle. Nella classifica a punti ha contribuito a portarne più di tutti Pogba, seguito a breve distanza da Asamoah, Buffon e Tevez, tutti sopra un altissima quota 60. Da segnalare invece in negativo Giovinco che, pur avendo giocato più della metà delle partite, si ferma a 15 dietro anche ai meno utilizzati Ogbonna e Isla. 

La media totale mette in luce l’importanza della presenza di Chiellini. Porta fortuna, ma poco impiegato, Storari, mentre si inizia a vedere come Vidal e Marchisio siano a sorpresa fra i titolari che hanno “dato meno” (useremo sempre questi termini fermo restando tutte le precisazioni sulle difficoltà nel trarre conclusioni univoche e certe da queste classifiche). Si conferma ultimo fra i quasi titolari Giovinco.

Nelle ultime tre classifiche svetta Asamoah e non è difficile capire perché: occupava un ruolo dove le alternative erano nettamente più scarse di lui e i risultati quando non era in campo non potevano che risentirne. Sempre presenti nelle parti alte della classifica anche Chiellini, Tevez e Pogba. Da sottolineare di nuovo invece i risultati non eccezionali di Vidal, addirittura il meno incisivo fra i titolari nelle ultime due graduatorie nonostante abbia contribuito a risolvere molte partite soprattutto nella prima fase della stagione. Il motivo è presto spiegato. E’ stato presente in tutte le sconfitte stagionali meno quella col Benfica nella semifinale di Europa League ed è stato costretto a saltare per infortunio molte partite vinte senza di lui dalla Juventus e che hanno permesso ai suoi compagni di ottenere punteggi migliori in tutte le classifiche. Male fra i poco impiegati Osvaldo che paga in maniera pesante, viste le poche partite a disposizione, l’ingresso in campo in Verona-Juventus e Benfica-Juventus con la squadra in vantaggio (ricordo che il pareggio fuori casa all’andata di un turno di coppe vale una vittoria) e la “rimonta” delle avversarie in entrambe le occasioni.

 

CAMPIONATO

 

 

Sempre Pogba in testa nella classifica a punti “solo campionato”. A differenza di quella totale, Giovinco non raggiunge il numero minimo di partite necessarie per essere nel gruppo dei “titolari” e quindi, oltre a Padoin che entra in classifica a causa dei numerosissimi spezzoni di partita giocati, è Marchisio il meno incisivo. Risultato dipendente dal numero di partite giocate, come si vede dalla media corretta che lo posiziona in terza posizione dietro a Chiellini e Asamoah e dalla prima posizione nella differenza vinte-perse corretta. Quindi dalle classifiche si desume che gli spezzoni di partita giocati e i risultati nelle coppe siano la causa dei non clamorosi risultati di Marchisio nelle prime cinque classifiche di rendimento. Tolte quelle, quanto fatto nella sua stagione assume un’importanza maggiore.

Anche in queste classifiche Vidal è nelle retrovie per gli stessi motivi indicati prima. Da notare però che tutti hanno punteggi molto elevati grazie alle tantissime vittorie conquistate dalla Juve in campionato.  In difesa oltre a Chiellini molto ben posizionato Barzagli, mentre Bonucci è nelle retrovie (a differenza di quanto risultava nella "plus minus" di Antonio pubblicata la scorsa settimana).

 

ROMA

TOTALE

 

 

Proseguiamo nell’ordine di classifica del 2013/14 con la seconda piazzata, ovvero la Roma. Nella classifica a punti svetta De Sanctis, che si impone anche in tutte le altre graduatorie meno che nell’ultima, ma sono presenti nelle prime posizioni tutti i protagonisti più costanti della stagione, da Castan a Benatia passando per Pjanic (primo nella differenza vinte/perse corretta), Gervinho e De Rossi. Non a caso questi sei si trovano nelle prime posizioni anche in quasi tutte le altre classifiche, con Castan e De Rossi che patiscono un po’ l’eliminazione degli spezzoni di partita a favore di altri compagni di squadra. Andando a diminuire l’incidenza del numero di partite giocate si nota anche l’importanza di Destro nelle volte in cui è sceso in campo. Molto bene Balzaretti, che però rimane fra i “non titolari” a causa delle poche partite giocate essendo sceso in campo solo nella prima fase del campionato, nella quale i giallorossi sono stati capaci di vincere dieci partite consecutive.

Totti e Florenzi pagano la loro presenza in campo nelle tre sconfitte consecutive della Roma nel finale di campionato aggiunte al minor numero di presenze come titolari rispetto agli altri nel resto della stagione. Come per la Juve, l’ottimo cammino della squadra non può che penalizzare chi rimane in tribuna o parte dalla panchina per diverse partite e vede i propri compagni fare risultato ugualmente in numerose occasioni. Non particolarmente brillante l’andamento di Ljajic mentre fra i “non titolari” è negativa la parte di stagione giocata in giallorosso da Bastos.

 

CAMPIONATO

 

 

Con solo quattro partite di coppa giocate dalla Roma, le classifiche del campionato rispecchiano sostanzialmente i valori già visti nella classifiche totali. Per questioni di centesimi di punto, se non di millesimi, De Sanctis perde la testa di tre graduatorie su quattro, a favore di Pjanic (che sfrutta al meglio l’eliminazione degli spezzoni di gara), Gervinho e Destro.

 

NAPOLI

TOTALE

 

 

Higuain meritatamente primo nella classifica a punti del Napoli, che presenta nelle prime posizioni numerosi acquisti estivi. Da segnalare in particolare la presenza fissa nelle prime posizioni di Fernandez, che nelle ultime quattro classifiche si gioca la vetta con Higuain portando a casa due primi posti. Non male per un giocatore su cui tifosi e addetti ai lavori hanno manifestato qualche dubbio e che è stato lasciato partire senza troppi rimpianti (ma in cambio di un’ottima plusvalenza) in estate. Bene anche Maggio fra i “titolari”.

Fra i più negativi notiamo una presenza piuttosto assidua di Behrami, alla quale fanno da contraltare i punteggi migliori di Jorginho, penalizzati però dalle poche presenze. Non bene pure Pandev e Insigne che, come vedremo fra poco, è andato meglio in campionato che in coppa. 

 

CAMPIONATO

 

 

Grande equilibrio fra i titolari del Napoli in campionato. L’uso quasi scientifico del turn over da parte di Benitez ha fatto sì che nella classifica generale a punti svettino in quattro a pari punti (Callejon, Insigne, Higuain e Reina) seguiti molto da vicino da Fernandez, Albiol e Hamsik. Le classifiche del Napoli in campionato sono particolarmente curiose perché alcuni dei giocatori che più spesso hanno lasciato dubbi e perplessità si ritrovano invece a primeggiare. Ciò vuol dire che anche se la loro prestazione individuale non è sembrata all’altezza, spesso con loro in campo la squadra ha comunque ottenuto risultati positivi. A dominare tre delle altre quattro classifiche c’è per esempio il già citato Fernandez e, se non stupisce la conferma nelle prime posizioni di Higuain, altrettanto non si può dire di Hamsik probabilmente alla sua stagione più incolore di sempre ma comunque spesso in campo quando il Napoli ha conquistato punti in campionato e non presente in alcuni dei momenti più negativi della sua squadra. 

 

Anche in campionato non hanno brillato Pandev e Behrami con l’aggiunta di Inler (un po’ meglio contando anche le coppe), mentre risale Insigne che sfrutta il gran numero di presenze in campo e si ritrova fra quattro capoclassifica nella graduatoria a punti, navigando a metà classifica nelle altre.

 

FIORENTINA

TOTALE

 

 

Come per la Roma, anche qui si impone il portiere (Neto) con un’incollatura di vantaggio su Rodriguez e tre su Borja Valero. Ragguardevole la prestazione di Giuseppe Rossi che, nonostante le molte assenze che lo spingono fra i “non titolari”, riesce comunque a piazzarsi al quarto posto nella classifica a punti. L’importanza della presenza in campo di Rossi per la Viola si nota anche dalle altre quattro classifiche: dietro ai soli Compper e Iakovenko (molto avvantaggiati dal bassissimo numero di partite giocate). 

Fra i titolari si dividono quattro delle prime posizioni Neto e Borja Valero, con la media corretta che vede primo Rodriguez sempre ben piazzato anche nelle altre graduatorie. Sorprendentemente un po’ più indietro Cuadrado, che comunque occupa posizioni di medio-alta classifica. Per quanto riguarda i meno performanti le classifiche danno responsi leggermente differenti fra loro. Le prime mettono in luce la poca incisività di Ilicic, Vargas e Joaquin, mentre dalle ultime si nota che anche Aquilani, Savic e Tomovic sono fra coloro i quali hanno inciso meno nelle vittorie viola. Sempre in merito ai non titolari, male Matri e Anderson.

 

CAMPIONATO

 

 

Se nelle classifiche totali l’impresa di Rossi era un po’ penalizzata dalle poche presenze che non rendono la sua posizione “ufficiale”, diverso il discorso per il campionato dove l’attaccante ha giocato più della metà delle partite ed è a tutti gli effetti un “titolare”. Battuto di un solo punto da Neto nella classifica a punti, Rossi mostra quanto sia stato importante per la Fiorentina in tutte le altre graduatorie dove il numero di presenze conta un po’ meno. Enorme il vantaggio in classifica su tutti i compagni di squadra, fra i quali si mette particolarmente in luce Borja Valero.  

Migliorano rispetto alle classifiche totali sia Ilicic che Vargas, quest’ultimo penalizzato però dall’essere un “non titolare” nelle classifiche corrette. Meno incisivi fra tutti Matos, Fernandez e Joaquin, mentre anche qui non si nota l’impatto di Cuadrado come punti conquistati in campo rispetto ai compagni. Il colombiano è infatti stato presente in quasi tutte le partite perse dai viola e questo ha pregiudicato notevolmente la sua classifica.

 

INTER

TOTALE

 

 

Non stupisce affatto la prima posizione di Palacio nella classifica a punti dell’Inter. Dietro di lui sul podio il portierone Handanovic e il “Divino” Jonathan. La quinta posizione a pari merito di Icardi come punti realizzati nonostante le poche partite disputate, se avete iniziato a comprendere bene come funzionano queste classifiche, è un segno di inevitabile ottima prestazione in tutte le altre graduatorie. E infatti l’argentino le domina tutte e quattro, precedendo per due volte Jonathan e per due volte Juan Jesus. Palacio si conferma nelle zone alte di tutte le classifiche senza però imporsi. Interessanti gli ottimi punteggi di Hernanes, nonostante la sua seconda parte di stagione all’Inter non sia stata eccezionale. Il brasiliano ha sfruttato i discreti risultati della squadra nella fase finale del campionato e le relativamente poche partite disputate per posizionarsi in prima posizione, anche se da “non titolare”.

Male Taider, per un pelo inserito nei titolari come numero di presenze totali, Alvarez e Kovacic.  Fra le “riserve” da segnalare come particolarmente negativo l’apporto di due eroi del Triplete, Milito e Zanetti, ormai indiscutibilmente avviati sul viale del tramonto dopo una fantastica carriera.

 

CAMPIONATO

 

 

Come per la Roma, anche l’Inter ha disputato oltre al campionato la sola Coppa Italia, quindi le classifiche relative alla Serie A sono praticamente identiche a quelle totali. In classifiche particolarmente corte bastano pochi centesimi in più suoi, e in meno per qualche suo compagno, per permettere a Campagnaro di risalire posizioni mettendosi in luce nelle prime posizioni. 

 

MILAN

TOTALE

 

 

Oltre alla ormai classica presenza di un portiere (favorito, per quanto riguarda le squadre che portano a casa un discreto numero di punti, dal fatto che in questo ruolo generalmente si giocano quasi tutte le partite), nelle prime posizioni della classifica a punti del Milan troviamo solo centrocampisti: Montolivo, De Jong e Muntari. Menzione d’onore per le “riserve” Rami, Taarabt e Honda, sfavoriti dall’essere approdati in rossonero solo nel mercato di gennaio ma favoriti dall’aver vissuto un girone di ritorno sicuramente migliore di quello d’andata giocato dai propri compagni, e soprattutto per Constant, vera sorpresa di questa graduatoria, il quale sfrutta una quantità minima di partite per essere considerato titolare e un buon numero di sconfitte nel Milan vissute da spettatore in panchina per piazzarsi nelle zone alte di tutte le graduatorie primeggiando addirittura nella classifica vinte/perse. Migliore di tutti capitan Montolivo, che giustifica la fascia dimostrandosi il più decisivo fra quelli che han giocato un maggior numero di partite imponendosi in quattro classifiche su cinque.  

Fra i meno decisivi è costante la presenza di Robinho, Emanuelson, Zapata e Abate. Guardando i meno impiegati anche i nostri numeri confermano le annate infelici di Matri (per il tempo in cui è rimasto al Milan) ed Essien.

 

CAMPIONATO

 

 

Considerando il solo campionato sono sempre Montolivo e Constant a monopolizzare le prime posizioni, con quest’ultimo che colleziona un numero di presenze necessarie per trionfare in quattro classifiche su cinque. Si confermano un valore aggiunto Rami, Taarabt e Honda, mentre in campionato scendono sotto il livello di guardia le prestazioni di Balotelli: con lui in campo nel 2013/14 il Milan in campionato non ha ottenuto vantaggi, anzi…

 

LAZIO

TOTALE

 

 

La nostra graduatoria conferma quello che per tutti è stato il protagonista della stagione biancoazzurra 2013/14 (meno per la "plua minus" di Antonio che mette in luce una realtà diversa date le ipotesi di costruzione della statistica) e propone in testa alla classifica a punti Candreva. Dietro di lui Keita, che sfrutta principalmente i buoni punteggi ottenuti nei turni di coppa, e meno presenze nelle partite perse in campionato, per piazzarsi in prima posizione in tre delle altre quattro classifiche. Nella media totale si impone invece Radu.

 

Meno importante di quanto si potesse pensare il contributo di Klose, non eccezionale in campionato e in campo solo per ottenere punteggi negativi nelle poche apparizioni nelle varie coppe disputate dai laziali. Peggio di lui fra i “titolari” sicuramente Gonzalez ma anche Perea, che a causa di numerosi spezzoni entra ufficialmente in alcune classifiche, e Ledesma. 

 

CAMPIONATO

 

 

Fra Supercoppa Italiana, Europa League e Coppa Italia la Lazio ha giocato numerose partite extracampionato e quindi era lecito attendersi qualche variazione. Nella classifica a punti solo Serie A svetta Lulic, che si libera di diversi punteggi negativi nelle coppe e occupa insieme a Biava e Radu il podio delle altre quattro graduatorie.

Senza coppe migliora anche Klose, tornando fra i primi posti, e in misura minore Ledesma, mentre in fondo alle varie classifiche troviamo sempre Gonzalez e Perea. 

 

Per la spiegazione del metodo e la sua applicazione alla stagione 2013/14 è tutto. A domani per il primo appuntamento con queste particolari statistiche relative alla stagione in corso!

 

Marco De Santis per 'Calcio e altri elementi'