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Galles meglio dell’Italia nel Ranking Fifa: ecco perché!

FONDAMENTALI IL PESO MAGGIORE DELLE ULTIME PARTITE E LA SCELTA DEI BRITANNICI DI NON GIOCARE AMICHEVOLI


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di Marco De Santis

 

La pubblicazione della classifica di luglio del Ranking Fifa ha ufficializzato quello che tutti già sapevano dalla sera della sconfitta dell’Italia contro il Portogallo: la nazionale italiana non farà parte delle 9 teste di serie nel sorteggio dei gironi di qualificazione per i Mondiali di Russia 2018. Sorteggio che si terrà a San Pietroburgo sabato 25 luglio alle 17 e nel quale le squadre verranno divise in nove gruppi che promuoveranno al campionato del mondo solo la prima classificata, con le otto migliori seconde a giocarsi i restanti quattro posti destinati al contingente europeo. 

 

Fra le nazionali che hanno conquistato lo status di “testa di serie” quella più sorprendente è senza dubbio il Galles, squadra che nella sua storia si è qualificata una sola volta per una grande competizione internazionale in occasione del Mondiale del 1958. In tanti si chiedono come sia potuto succedere che una nazionale classificata oltre l’80esimo posto nel ranking Fifa fino a tre anni fa sia riuscita ad entrare fra le nove migliori d’Europa. Adesso ve lo spiego, non con la pretesa di convincervi che quanto emerso dalla graduatoria Fifa sia giusto (anzi, forse questo è un caso emblematico per mettere in evidenza i limiti di questo sistema di calcolo) ma per provare a capire insieme come mai questo “incredibile” fatto sia successo.

 

Credo che la cosa migliore per familiarizzare con il non semplice meccanismo di calcolo del ranking Fifa sia approcciare la situazione mostrandovi le due tabelle contenenti tutti i risultati conquistati dal Galles e dall’Italia negli ultimi quattro anni (quelli validi per il ranking Fifa pubblicato oggi). Oltre alla data di svolgimento delle partite con i rispettivi risultati finali ho evidenziato in verde le partite vinte, in giallo quelle pareggiate, in azzurro quelle vinte ai rigori e in rosso quelle perse. 

 

Prima di vederle una piccola spiegazione di cosa trovate in ogni voce:

 

- Nella colonna “Risultato” vengono assegnati 3 punti per la vittoria, 2 per la vittoria ai rigori, 1 per il pareggio e 0 per la sconfitta. 

 

- Nella colonna “Compet.” (Competizione) il coefficiente attribuito a ogni torneo: 4 ai Mondiali, 3 a Europei e Confederations Cup, 2,5 alle qualificazioni Europee e Mondiali e 1 alle amichevoli. 

 

- Nella colonna “Avvers.” (Avversario) il coefficiente attribuito a ogni rivale, che è dato dalla sottrazione fra il numero 200 e la posizione del ranking dell’avversario al momento della partita (esempio: se si gioca contro una squadra quinta nel ranking, il suo coefficiente è dato da duecento meno cinque, ovvero centonovantacinque). Due eccezioni a questa regola: il coefficiente della prima nel ranking è 200 e non 199, mentre il coefficiente di tutte le squadre classificate dal 150esimo posto in giù è fisso a 50.

 

- Nella colonna “Confed.” (Confederazioni) il coefficiente dato dalla media dei coefficienti delle confederazioni continentali alle quali appartengono le due squadre. Questo coefficiente, attribuito a ogni continente al termine di ogni mondiale e calcolato sulla base dei risultati nei tre campionati del mondo precedenti, per l’Europa era 1 fino a Brasile 2014, mentre da qualche mese è sceso a 0,99 e l’unico continente a mantenere un coefficiente di 1 è rimasto il Sud America. 

 

- Nella colonna “Punti” trovate i punti conquistati in ogni singola partita, dati dalla semplice moltiplicazione dei quattro coefficienti precedenti. 

 

- Al termine di ognuno dei quattro anni trovate il punteggio annuale, che è dato dalla media dei punteggi di quella stagione (cioè somma dei punteggi ottenuti diviso per il numero delle partite giocate).

 

- Nell’ultima riga trovate il punteggio del quadriennio, ovvero quello valido per il ranking. Come potete vedere non è dato dalla semplice somma dei quattro punteggi annuali ma da una somma ponderata, ovvero vengono assegnati pesi diversi a ognuna delle quattro annualità dando valore maggiore ai risultati dell’ultimo anno (il cui punteggio viene contato per intero) e via via minore a quelli più lontani nel tempo (i punti del penultimo anno sono moltiplicati per 0,5, quelli del terzultimo 0,3 e quelli del quartultimo 0,2). 

 

Date le dovute spiegazioni, spazio alle tabelle di Italia e Galles:

 

ITALIA

 

gallesranking

 

 

GALLES

 

italiaranking

 

 

Capito il meccanismo e controllata la tabella non ci sono dubbi, alla Fifa non hanno sbagliato i conti… il Galles ha fatto davvero più punti di noi!

 

Se andate a confrontare i punteggi annuali, noterete che il Galles ha fatto meglio dell’Italia solo in una stagione. Purtroppo per gli azzurri però questa coincide con l’ultima, nella quale Bale e compagni hanno giocato sei partite facendo punti in tutte e sei: quattro vittorie (fra le quali spiccano i molto redditizi successi con Israele e, soprattutto, Belgio) e due pareggi contro rivali quotate come Belgio e Bosnia. Fondamentale anche un altro dettaglio: il Galles ha evitato qualsiasi amichevole nell’ultima stagione (non so se volutamente con grande scaltrezza o per mancanza di avversari), ottenendo il risultato di non dover “fare media” con partite che solitamente portano meno punti e quindi abbassano il punteggio totale. 

 

Dal canto suo l’Italia è stata eccessivamente penalizzata dalla minor forza degli avversari sconfitti più ancora che dall’unica sconfitta subita contro il Portogallo in amichevole. La squadra di Conte ha infatti battuto in partite ufficiali solo rivali dal basso coefficiente (Norvegia, Azerbaigian, Malta e Albania), superando la più quotata Olanda in amichevole. I pareggi contro Croazia, Bulgaria e di nuovo Croazia, e ancor di più con l’Inghilterra in amichevole, hanno peggiorato la media fino all’insuccesso con i lusitani che ha fissato il punteggio dell’Italia a 1001, non abbastanza per stare davanti al Galles ma nemmeno alle altre otto nazionali “teste di serie” (l’ultima, proprio la Croazia, ha chiuso a 1023 punti). Pur avendo le sue parti di colpa per le ultime quattro partite senza vittorie, il CT non ha tutti i torti a chiamare in causa anche la gestione precedente, andata in continuo calando dal 2011/12 al 2013/14 con solo tre vittorie negli ultimi dodici mesi dell’Era Prandelli e pareggi assolutamente evitabili in casa con Armenia e Lussemburgo a corredo dell’amara spedizione in Brasile. Per curiosità faccio notare che se l’Italia avesse seguito l’esempio del Galles e non avesse disputato le quattro amichevoli con Olanda, Albania, Inghilterra e Portogallo avrebbe ottenuto 110 punti in più, abbastanza per essere testa di serie al sorteggio di San Pietroburgo ma non per stare davanti ai britannici. 

 

Sviscerati i motivi per i quali il Galles ci ha superato e distanziato, non si può concludere l’articolo senza evidenziare i limiti di questo ranking. In particolare l’utilizzo delle medie annuali rischia di penalizzare in maniera eccessiva chi gioca troppe partite o un numero maggiore di amichevoli rispetto a chi si concentra sulle partite ufficiali. Inoltre, ma questo è un problema più difficilmente risolvibile dati i format attuali delle competizioni, una squadra potrebbe essere ingiustamente penalizzata non per sue colpe da un calendario internazionale che pone sulla sua strada partite eccessivamente semplici (basti pensare ai crolli in classifica che puntualmente hanno negli anni precedenti alle grandi manifestazioni internazionali le squadre ospitanti che non devono passare per turni di qualificazione molto redditizi a livelli di punti). A parziale difesa di quest’ultima pecca va però fatto notare che il ranking Fifa è costruito principalmente per individuare le “teste di serie” nelle grandi competizioni e le squadre ospitanti lo sono sempre da regolamento. Ciò non toglie che un biennio senza partite ufficiali possa andare a penalizzare anche i sorteggi relativi ad altri tornei come accadrà in questa occasione per esempio alla Francia (22esima nel ranking con solo 288 punti fatti nell'ultima stagione), anch’essa esclusa dalle “teste di serie” nonostante i quarti di finale raggiunti ai mondiali.