Angosce, pentimenti, redenzioni e aste di ordinaria follia

  • 4 agosto 2017

ANCHE LA NOTTE, TUTTA LA NOTTE

di Samuele Olla

 

Chi prenderò in attacco? Punto tutto su Belotti e uno alla Lapadula? Ma avrò abbastanza crediti? E a centrocampo? Forse è meglio spendere molto per 4/5 centrocampisti grossi, poi riversare tutte le risorse restanti su Higuain e sperare in un po’ di fortuna nel reperire i cinque attaccanti ancora da scegliere. Sì, forse è meglio così. Ma in difesa cosa faccio? Il solito assemblaggio di pedine a bassissimo prezzo ma che non mi regaleranno lo sputo di un bonus in tutta la stagione oppure sacrifico il tesoretto con Litchsteiner e Maicon? Ma poi ne varrà la pena? Per il portiere ho già deciso. Solita tattica: lascio scegliere agli altri e poi mi prendo i resti. Sì, poi mi ritrovo con Bizzarri, Crodaz e Cragno. No! Quest’anno prendo in mano la situazione da subito: scelgo uno tra Buffon e Donnarumma e se sono in forma ci scappa anche Alisson.

Il pre-fase REM di un qualsiasi fantapresidente in un casuale inizio nottata di fine agosto potrebbe includere queste infinite, angoscianti ed enigmatiche questioni. All’avvicinarsi del giorno dell’asta la tensione aumenta, le certezze che ad ogni acquisto estivo si insinuavano nella vostra mente vengono inesorabilmente a meno.
Anche le procedure tradizionali che caratterizzano il tuo percorso di preparazione al fatidico giorno vengono messe in discussione. Prendete la compilazione delle fasce, un rituale che curate nel minimo dettaglio dalla notte dei tempi. Prima a matita, poi a penna e infine riportato su foglio elettronico; colorato, pieno di asterischi; nomi più grandi, altri in corsivo. Un lavoraccio che però sfoggiate con fierezza il giorno dell’incontro con i tuoi simili. Credi che sia quello il modus operandi. Ci tieni e lo rispetti in maniera smisurata. Ti senti come Dexter quando mette in atto il codice di Harry con una sola differenza: tu, il tuo codice, le tue regole, te le sei create da solo e il dovere di rispettarle risulta ancora più vincolante.

Per questo motivo rimani spiazzato nel prendere atto dell’esistenza di altri modi d’agire. È un po’ come quando a scuola ci si accingeva ad affrontare un compito in classe. C’è quello che arriva con qualche foglietto compilato in maniera disordinata e comprendente qualche nome segnato di mala volontà, quasi come se questa tipologia di fantapresidenti si sentisse in colpa nell’arrivare a mani vuote all’appuntamento dell’anno. C’è quello che arriva con un foglio, una penna che non funziona e tutte le nozioni in testa. Il fatto è che la classifica che 9 mesi più tardi determinerà vincitori e vinti non terrà mai conto del tipo di preparazione che hai dedicato all’asta. Dunque, perché sacrificare delle ore per suddividere tutti i giocatori in fasce o per studiarti gli obiettivi principali che sistematicamente mancherai?

Forse è arrivato il momento di rivoluzionare il tuo metodo. Presentarsi il giorno dell’asta senza una benché minima strategia, senza alcuna preparazione. Ci pensi 5 minuti, l’ansia inizia ad aumentare, ti immagini nel bel mezzo della scelta dei centrocampisti con tre caselle ancora da riempire e il vuoto in mente. “Con le fasce davanti ai miei occhi questo non sarebbe potuto succedere! E adesso cosa faccio? Chi chiamo? E se becco il non titolare? O peggio un infortunato di vecchia data! No, non è possibile, come ho fatto a ridurmi in questo stato? Il mio viso è umido: troppo caldo? No, merda, sono lacrime, sto piangendo, tutti mi deridono”.
Ti svegli, l’incubo è un avvertimento. Fai le fasce. Male che vada avrai perso quattro ore per un penultimo posto.