I 10 fantallenatori (+1) che potresti incontrare all’asta invernale

  • 5 agosto 2017

TANTO NE SPUNTA SEMPRE UNO DIVERSO

di Pietro Turchi

Tutta la Serie A, a gennaio, tenta di rinforzare il proprio organico nella finestra invernale di calciomercato. Non solo loro. Anche voi fantallenatori, in vista dell’ormai prossimo 31 gennaio, avrete probabilmente occasione per operare un restyling della rosa. Seduti attorno ad un tavolo, statistiche alla mano, sarà un momento importantissimo dove probabilmente saranno presenti fisicamente tutti gli elementi scapestrati della vostra lega.
In questo, ecco i 10 (+1) tipi di fantallenatori che potreste incrociare all’asta invernale:

1 – IL RIVOLUZIONARIO
Metà classifica, alti e bassi. Sostanzialmente incostante. Durante l’asta estiva ha sbagliato qualche acquisto di troppo e le scommesse su cui ha puntato si sono rivelate fondamentalmente dei veri e propri flop. Ha speso molto per tre-quattro giocatori che non si sono rivelati all’altezza. Cosa fare? “Rèvolution!”. Vende tre quarti della rosa puntando sostanzialmente su bomber in salamoia di piccole squadre e su difensori da qualche gol sporadico riesumati per la corsa salvezza. La sua idea è quella di crearsi una buona base per favorire qualche colpo di fortuna immeritato.

2 – IL MAGNATE
La sera dell’asta estiva è tornato a casa con le mani nei capelli e la valigetta piena. Fantamilioni tenuti da parte per un grande colpo last minute ma che, per qualche conto sbagliato o errori personali, è sfumato.
Il suo campionato inizia all’asta invernale dove, offerta su offerta, strappa tutti i bomber snobbati ad inizio stagione. Punta forte sui vari Berardi ed Iturbe, si arroventa per Romulo e punta sulla redenzione di Matri. Andare al rialzo con lui è un bagno di sangue.

3 – L’ESPERTO ESTERO
Passa gran parte della sua vita davanti alla tv a studiare i più inutili campionati stranieri. Dalla Premier inglese a quella russa passando per l’Eredivisie e la Bundesliga. Insomma conosce (o fa finta di conoscere) tutti i giocatori in circolazione. Quando ha saputo di Rami in rossonero ha sventolato un paio di statistiche e numeri; così come per Honda, monitorato fin dai tempi del Nagoya Grampus Eight quando ancora vendeva sushi in tribuna. Mentre tutti sono convinti che Rinaudo sia passato dal Livorno al Catania e sia diventato incredibilmente un centrocampista, lui se la ride riguardandosi gli unici 2 gol segnati in tre anni con lo Sporting. Caso umano, tenterà di acquistare ogni giocatore proveniente da oltre confine.

4 – LO SPACCIATO
Non ha colpe. Nel senso che ha formato una squadra talmente terribile che se ne vergogna pure lui. Per di più, il suo tanto inossidabile quanto carente 2-2-1 senza portiere (ha giocato in 11 la prima giornata schierando giocatori non in suo possesso) sarebbe forse adoperabile solamente in un improbabile fantacalcetto. Rassegnato, per lui l’asta di gennaio è un momento di convivialità, dove conta solo riempirsi di birra e mangiare tutto ciò che gli capita a tiro. Insomma, un sabato sera tra amici.

5 – IL CONVINTO
All’asta d’agosto ha individuato quattro/cinque nomi che potevano fare la differenza. Scommesse da primi posti e di cui rimane fortemente convinto. Non mollerà mai Felipe Anderson, futuro brasiliano, così come Wsolek, futuro della Sampdoria. Crede ancora fortemente in Monzon nonostante abbia preso più 4 in pagella che sufficienze e vede ancora in Alexe il possibile crack del campionato. Davanti non può fare a meno di Livaja così come di Icardi e Saponara.
Ha fiducia in sé e nella sua squadra e porterà fino in fondo le sue scelte. E’ questa la forza degli altri.

6 – IL RILASSATO
Primo in classifica senza appello. Dieci punti di distacco ed una scia di vittorie consecutive che fa rabbrividire. Una squadra che sulla carta non sembrava da primi posti ma che ha trovato in Cerci, Callejon, Jorginho e Llorente le armi ideali per vincere la concorrenza. Dall’alto della sua posizione si presenta al mercato giusto per sistemare un ottavo difensore e un settimo centrocampista. Diversamente dal Rivoluzionario pensa, convinto: “Squadra che vince, non si cambia…”. Avrà ragione?

7 – IL MANAGER
Per lui il fantacalcio è una cosa estremamente seria. E’ dal 22 dicembre che studia strategie vincenti per portare a casa qualche buon giocatore e monitora, giornata dopo giornata, l’andamento dei suoi pupilli. Dal primo gennaio ha intavolato più trattative lui che il Guangzhou di Lippi. Che tipo di trattative? Lui è un innovatore ed ha proposto a tutti le più disparate formule di trasferimento come prestito con diritto di riscatto, scambi delle metà ed altre casistiche strampalate. A chi gli abbia chiesto un parere sulla trattativa Vucinic-Guarin, saltata, ha risposto: “Si poteva risolvere con la metà di Acquafresca all’Inter…”.

8 – IL BLUFFATORE
Passa il mese prima dell’asta a seminare false notizie. Racconta di obiettivi diversi e mai veritieri annunciando spesso disinteresse e non-voglia di partecipare al mercato. La realtà è che prepara da mesi questo appuntamento. Sotto l’occhiale da sole due occhi attenti e pronti a rilanciare pesantemente su uno/due giocatori in particolare. In sede d’asta è la scheggia impazzita, quello che nessuno vorrebbe affrontare nel gioco al rialzo.
Odiato dal pubblico.

9 – IL RANCOROSO
Il classico personaggio che porta i problemi personali all’asta. Scottato da una sconfitta di mezzo punto con sfottò e risolini annessi, si è annotato il nome del colpevole sul libretto dei nemici. La sede d’asta è rovente e l’uno contro uno è inevitabile. Il “rancoroso” adotterà una stretta marcatura a uomo rilanciando su ogni chiamata del perseguitato, scatenando così l’ilarità generale ed un istinto omicida nel malcapitato. Una vera e propria spina nel fianco capace di avvelenarsi pure per un inutile secondo portiere.

10 – IL CAMBIA-REGOLE
All’asta invernale lui si presenta solamente per cambiare le regole. Perde sistematicamente per il fattore casa che vorrebbe così eliminare e si incattivisce per la mancanza del bonus difesa visti gli acquisti azzeccati di Benatia, Nagatomo e Lucarelli. Tenta di convincere tutti con mazzette e sotterfugi a cambiare redazione per i voti mentre si prodiga per introdurre un improbabile modificatore di centrocampo.
Paladino del bonus portiere imbattuto, cambierà idee sul regolamento non appena terminerà l’asta.

10 (+1) – IL PIANGINA
Ad onor del vero c’è da segnalare che gliene sono capitate davvero di tutti i colori. Aveva puntato tutto su Mario Gomez affidandosi, tra i pali, al trio Andujar, Reina, Marchetti. Aveva puntato su Terranova come difensore goleador ed ha creduto nelle potenzialità di Hernanes. Non solo. E’ stato capace di subire sia la doppietta di Amauri che quella di Bianchi e non passa giornata dove la sua partita non sia già conclusa alle 23 del sabato sera. Sfortunato sì, ma tremendamente piagnucoloso.
Sì, perchè il “piangina” è uno stato fisico-mentale indissolubile e sempre presente.
Più si lamenta più è sfortunato e l’asta è una nuova occasione per esternare il suo malessere. Ad ogni chiamata esclama: “Prendilo te che altrimenti se lo compro io si rompe…”.
L’asta è per lui un tormento e, alla fine, acquisterà solamente Meggiorini per evitare di subire la sua straziante doppietta.